TRIBUNALE DI BERLINO ORDINA AL PARLAMENTO TEDESCO: APRITE I FILES UFO

dicembre 21, 2011

Aprite i files segreti. E’ questo in sostanza quello che il tribunale amministrativo di Berlino, rifacendosi alla giurisprudenza consolidata sul Freedom of Information Act, ha intimato al Bundestag, il parlamento tedesco. In particolare la sentenza è rivolta al “Servizio di Ricerca Scientifica del parlamento” su richiesta dei delegati che hanno presentato l’istanza. Il parlamento tedesco ha già impugnato la decisione – e sta cercando di bloccare tutti i tentativi di veder pubblicati i file Ufo. Ma il tribunale di Berlino non fa sconti, e ricorda che la decisione è immediatamente esecutiva. Viene da chiedersi perchè la Germania sia tanto spaventata dalla possibilità di rendere leggibili i suoi faldoni storici, forse la memoria va agli esperimenti nazisti sui velivoli non convenzionali, o forse c’è dell’altro. Come andrà a finire? “Il diritto di accesso alle informazioni ufficiali, in regime di Freedon of Information Act si applica anche agli studi e le relazioni del ‘Servizio di Ricerca Scientifica del Bundestag” ha spiegato il Tribunale Amministrativo di Berlino rendendo pubblica la sua decisione del 1 ° dicembre 2011.

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Fusione fredda: l’E-cat da 1 MW supera il test e convince il cliente che rimane misterioso

ottobre 31, 2011

Test sull’E-cat da 1 MW riuscito. Cliente misterioso apparentemente soddisfatto. Siamo dunque a un passo dalla svolta? Forse è ancora presto per affermare che la fusione fredda sarà il miracolo energetico del futuro, ma stando alle parole di Andrea Rossi pronunciate a fine esperimento (guarda il video) pare proprio di si.

Basta leggere il report di Daniele Passerini, l’unico blogger che è stato autorizzato ad assistere e che ieri ha fornito aggiornamenti in tempo reale sull’andamento dell’esperimento via Twitter, ma anche i più dettagliati resoconti apparsi su NyTekniKPESN per constatare che l’E-cat funziona.  Anche se, a causa di un problema tecnico, in accordo col cliente staniero, si è deciso di farlo funzionare a metà regime.

Ed è così che Energy Catalyzer con pochi grammi di nichel e idrogeno è riuscito a produrre in 5 ore di funzionamento autosufficiente 2,635 kWh per una potenza media di circa 470 kW.

Rimane invece il mistero sull’identità dell’acquirente straniero rappresentato dall’ingegner Domenico Fioravanti, ma rimasto nell’anonimato: neanche i presenti sono riusciti a carpire informazioni sul grande gruppo industriale che sta per investire sulla fusione fredda di Rossi e Focardi.

A fine esperimento Rossi ha risposto alle domande dei giornalisti presenti (e selezionati). Data l’esclusiva ad Associated Press e fatti rimanere fuori le truppe del Tg2, per saperne di più vi rimandiamo a questo video e ai resoconti di chi ha potuto assistere al “miracolo”

Il primo post scritto da Daniele Passerini per 22 passi

Il primo articolo scritto da Sterling Allan per PESN

Il primo articolo scritto da Mats Lewan per Ny Teknik

Fonte: Greenme


La verità su Fukushima, il governo latita I giapponesi fanno da soli e partono dal web

ottobre 31, 2011

Associazioni spontanee hanno iniziato le rilevazioni radioattive in alcune zone di Tokyo. In 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività è simile ai livelli di di Chernobyl.

I giapponesi hanno deciso di fare da sé. A Tokyo, alcuni cittadini non più disposti ad aspettare le rassicurazioni di governo ed enti locali sui possibili effetti dell’incidente nucleare di Fukushima, hanno attivato via facebook un progetto per misurare autonomamente il livello di radioattività in alcune zone della città. I risultati ottenuti sono scioccanti: in 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività supera, e di molto, i 37mila becquerel al metro quadrato, il livello dei luoghi contaminati dal disastro di Chernobyl. Cifre allarmanti, che si uniscono a quelle ottenute da altri studi indipendenti condotti in questi mesi, secondo cui cesio radioattivo potenzialmente pericoloso può essersi spinto e accumulato in luoghi ben più distanti da Fukushima della stessa Tokyo. Ma soprattutto in aree che il governo nemmeno considera di controllare.

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La fine degli alleati dell’Occidente, da Bin Laden a Gheddafi

ottobre 21, 2011

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E’ morto un altro alleato dell’Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall’Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici. Riforniva di petrolio l’Europa. Era un dittatore amico. Napolitano gli strinse la mano alcuni mesi fa e Berlusconi addirittura gliela baciò e con l’Italia sottoscrisse un trattato di pace. Riforniva con il suo petrolio l’Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. La Libia è stata attaccata dagli aerei francesi e dai tomahawk americani, bombardata per mesi. Senza l’intervento della Nato, che ha operato fuori dal mandato dell’ONU, i ribelli non avrebbero potuto nulla. Chi li ha armati? In un Paese sotto il controllo di una dittatura da 42 anni è plausibile che i fucili mitragliatori e i blindati siano nati sotto i cavoli?

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Buco dell’ozono in Antartide si espande: è il nono più grande di sempre

ottobre 21, 2011

Il buco dell’ozono al di sopra dell’Antartide, che normalmente si espande in ogni primavera dell’emisfero australe, ha raggiunto il suo picco massimo il 12 Settembre, raggiungendo un’estensione di 26 milioni di kmq. Una superficie che copre quindi l’intera Antartide, risultando estesa circa 14 milioni di kmq. L’ampiezza del buco dell’ozono è risultato così il nono più grande di sempre.

La NASA e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) continuano a monitorare mediante l’utilizzo di palloncini sonda e misure satellitari, i livelli di ozono e la presenza di sostanze inquinanti che contribuiscono alla distruzione dello stesso nella stratosfera.

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A Cosa Serve Internet – Claudio Messora

ottobre 21, 2011

Qualcuno ha detto che Internet sia la più grande invenzione dopo quella di Gutenberg , avvenuta oltre 500 anni fa. In realtà, la Rete più che altro ha inciso sulle carte geografiche. Ha reso piatta la Terra. Ha avvicinato popoli e città. Ha costruito interminabili ponti che possono essere attraversati alla velocità della luce. Per questo, Internet è molto più simile alla scoperta e alla commercializzazione dell’energia elettrica, che anche lei, aveva accelerato pensieri e idee, allungando le ore di lavoro grazie all’illuminazione, permettendo l’edificazione di altissimi grattacieli grazie alla costruzione di potenti, infaticabili ascensori, alimentando motori elettrici che hanno velocizzato la produttività delle industrie, accendendo le radio e le televisioni. Internet non è una cosa e non è un luogo. E’ un fattore di moltiplicazione. E’ pensiero puro, fissato nel tempo come pitture rupestri e trasmesso istantaneamente alla velocità della luce. Internet è l’aggiunta della telepatia ai sensi dell’uomo, è il teletrasporto dell’intelligenza, è un cantiere dove ognuno aggiunge e sposta incessantemente il suo mattoncino. E poi lo lascia lì, a disposizione degli altri.

Fonte: beppegrillo.it

Le prime galassie a 13 mld di anni luce

ottobre 13, 2011

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Un viaggio lungo 13 miliardi di anni. Chi può averlo fatto? La luce delle prime galassie dell’universo, che è stata catturata dal Very Large Telescope dell’Eso e dal telescopio spaziale Hubble della Nasa.

Analizzando i dati forniti dai due strumenti, un team di ricercarori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha realizzato il primo accurato studio su un insieme di galassie distanti ben 12,9 miliardi di anni luce. Per intenderci, sono così lontane che la loro luce è stata emessa quando l’universo aveva solo il 5% della sua età attuale.

I risultati hanno mostrato che tali galassie sono ancora avvolte nella “nebbia primordiale” composta da idrogeno neutro, che ha permeato l’Universo per svariate centinaia di milioni di anni, dopo il Big Bang. Ancora un altro dato. Grazie alle accurate misure fornite dagli strumenti è stato possibile ricostruire per la prima volta l’evoluzione temporale del processo di reionizzazione, che 13 miliardi di anni fa dissolse la nebbia primordiale che circondava l’Universo bambino.

Tali risultati sono il frutto di di tre anni di lavoro e osservazioni spettroscopiche realizzate grazie al supporto del Very Large Telescope, che dalle Ande cilene ha scrutato l’universo e ha permesso di calcolare con maggiore precisione rispetto al passato la distanza di tali galassie e la quantità di radiazione ultravioletta assorbita.

Nel nostro lavoro abbiamo vestito un po’ i panni degli archeologi” ha spiegato Adriano Fontana, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, che ha coordinato il progetto di ricerca. “Con i telescopi a nostra disposizione siamo riusciti a gettare lo sguardo direttamente sul passato remoto del nostro universo e osservare la debolissima luce proveniente da galassie che si trovavano in epoche differenti dell’evoluzione cosmica.

Una volta scoperto che il processo di reionizzazione è avvenuto agli albori dell’universo, gli esperti si sono chiesti da cosa tale fenomeno abbia avuto origine. E le risposte a tale quesito, al momento, si possono soltanto ipotizzare. Eros Vanzella, dell’Inaf-Osservatorio Astronomico di Trieste, che ha partecipato allo studio, ha spiegato che le stelle potrebbero avere avuto un ruolo chiave: “Le prime stelle che hanno illuminato il cielo erano probabilmente molto più grandi, calde e luminose del nostro Sole. Anche se la loro esistenza è stata relativamente breve – solo qualche milione di anni – la loro intensa radiazione sarebbe stata in grado di dissolvere la nebbia primordiale di idrogeno neutro che permeava l’universo primordiale. La radiazione emessa da alcune delle galassie che abbiamo osservato è insolitamente ‘calda’, cioè dominata da luce a lunghezze d’onda corte: questo fa pensare che possano ospitare al loro interno queste particolari stelle di prima generazione. Ulteriori osservazioni sono però necessarie per verificare questa ipotesi”.

La scoperta sarà a breve pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal.

Fonte: nextme.it

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