Il discorso d’apertura di Beppe Grillo al Woodstock 5 Stelle di Cesena

«Noi – dice Grillo – non siamo in vendita, non siamo merce, non crediamo a una società basata sul profitto, sul Pil. Vogliamo tutto perché non abbiamo più niente. Non l’aria pulita, non l’acqua pubblica, non una scuola di eccellenza, neppure la sicurezza di un lavoro e quando lavoriamo la sicurezza di non morire sul lavoro. Gli operai di oggi sono al fronte, sono loro i partigiani che combattono per dare da mangiare ai loro figli e muoiono come topi nelle cisterne».


ARTICOLO TRATTO DA greenreport.it
Il MoVimento a 5 Stelle è un soggetto politico. Beppe Grillo, che si definisce solo uno che condivide un’idea con milioni di ragazzi e non un leader e che dà del bambino a chi pensa di votare lui, sostiene che il MoVimento a 5 Stelle è «vivo in un Paese di morti, di vecchi che occupano ogni spazio e si credono eterni, che si nutrono di potere e si sono fottuti la vita». «Noi – aggiunge – non siamo in vendita, non siamo merce, non crediamo a una società basata sul profitto, sul Pil. Vogliamo tutto perché non abbiamo più niente. Non l’aria pulita, non l’acqua pubblica, non una scuola di eccellenza, neppure la sicurezza di un lavoro e quando lavoriamo la sicurezza di non morire sul lavoro. Gli operai di oggi sono al fronte, sono loro i partigiani che combattono per dare da mangiare ai loro figli e muoiono come topi nelle cisterne». E’ parte del post che il comico genovese ha messo sul suo famoso blog all’indomani della due giorni di Cesena dove si è tenuta l’iniziativa Woodstock 5 Stelle partecipata da 180mila persone.

Populismo, demagogia? Interessa poco. Quel che conta è che Grillo ha dato un altro scossone ad una politica in tutt’altre faccende affaccendata. E quel che preoccupa è la reazione della politica tradizionale che ha subito confinato un evento che probabilmente peserà sul futuro dell’Italia, tra le manifestazioni di estremismo e populismo, come se questo Paese non fosse governato da anni dal populismo e da un estremismo che sconfina spesso nel razzismo xenofobo.

Questo non è un Paese per giovani, e nemmeno per vecchi… e Grillo irrompe nel ciarpame di una politica autoreferenziale spaventando e scompaginando soprattutto la sinistra che ora rischia di buttare via il bimbo con l’acqua sporca. Il rischio è quello di dialogare con Capezzone e Calderoli e mettere Grillo in un ghetto dal quale raccoglierà probabilmente molti voti.

La complessità invocata ieri da Nichi Vendola su La 7 analizzando la manifestazione di Cesena forse andrebbe declinata semplificandola, rendendola accessibile, cosa che Grillo e il suo movimento hanno saputo fare fin troppo bene. Per un’analisi più onesta, intellettualmente parlando, bisogna considerare il contesto: cioé non si può far finta di vivere nel Paese che vorremmo. Bisogna fare i conti con quello che è.

Il MoVimento a 5 Stelle dunque approfitta della scomparsa della buona politica, ma è una cosa che non può certo essere addebitata a Grillo. Sono altri che hanno escluso dal dibattito e dai programmi (ma soprattutto dal governo quotidiano locale e nazionale) il tema più importante su cui si dovrebbe discutere (anche animosamente) che è la crisi ecologica e che è semplicemente uno dei motivi politico-editoriali per cui è nato greenreport.

Dopo 4 anni e mezzo di lavoro ci chiediamo: un ecologista economico ha un punto di riferimento politico in questa fase? Se stiamo a misurare, come facciamo noi ogni giorno dal 2006, sulla base sia del cosa si fa (pochissimo) e del cosa si discute (chiacchiere a iosa) possiamo affermare con argomenti di no. La sinistra sembra un afono fantasma, quel che rimaneva dei Verdi si è appena sciolto per tentare di ri-rifondarsi in un ambizioso tentativo di costruire in Italia Europe Ecologie o i Grunen tedeschi, ma sembrano (senza offesa) un puntino che si intravvede appena sotto l’acqua melmosa della politica italiana e probabilmente il loro spazio è già stato occupato dal Grillo comiziante che riunisce folle che i Verdi non si sono mai sognate, il Pd (con la nobile e volenterosa eccezione degli Ecodem) pensa ad altro, la maggioranza di centro-destra, tutta, addirittura punta a rendere ancor più insostenibile il Paese con scelte assurde come il nucleare.

In questo contesto, dunque, il sussulto, il volo o il rigurgito come lo si vuol definire che viene dal Movimento a 5 Stelle, attraverso Beppe Grillo, che è in larga parte incentrato sulla sostenibilità è cosa buona. Almeno si parla di energia, di rifiuti, di acqua, di consumi, di mobilità, di diritti umani. Sul come lo si fa, ovvero con una semplificazione che scarnifica questioni – vedi in particolare la gestione dei rifiuti – non riducibili alla sola raccolta differenziata e al centro di Vedelago, ci sarebbe e c’è moltissimo da discutere e non mancheranno occasioni per farlo.

Ma un conto è confrontarsi su questo e un conto è vedere tutti i politici trasversalmente accusare i grillini di essere dei sovversivi nichilisti e poi occuparsi della villa di Montecarlo di An mentre il Paese è in piena crisi sociale, economica e ambientale. Il MoVimento a 5 Stelle ha fatto un passo di piena democrazia: ha deciso di misurarsi all’interno delle regole democratiche attraverso le elezioni, sarà quella l’arena nella quale biosognerà confrontarsi con le lorio idee e le loro parole d’ordine. Una sfida che guarda da subito la sinistra.

Una sfida positiva a partire dalla contestazione delle cose che non convincono, dalle cosiddette “parole d’ordine” del Movimento che poi declinate sui vari meetup tali rischiano di non essere più tali. Senza considerare che la formula delle “parole d’ordine” storicamente è poi molto difficile da mettere in pratica e a volte addirittura tragica.

Contraddizioni in seno al popolo, diceva qualcuno in tempi lontani, che toccheranno anche ai grillini non appena si troveranno a praticare l’infido campo della politica ed ancor più quello dell’amministrazione: a partire dall’energia va detto che l’apertura alle rinnovabili che apparirebbe scontata vede distinguo a profusione sui territori: l’eolico sì, no, forse; il fotovoltaico sì, no, forse; il compostaggio sì, no, forse. Purtroppo anche l’idea che Grillo ha ribadito ieri e cioè alleanze con i partiti no, ma con i cittadini e tutti i comitati sì, parte dall’assunto che tutto quello che si muove è buono in sé, e che a noi non convince per niente. Abbiamo visto muoversi in questi anni movimenti di cittadini contro l’istituzione di parchi ed aree protette, contro gli zingari e gli immigrati… e poi magari li abbiamo trovati a protestare contro elettrodotti, discariche o rigassificatori…

Ma i partiti, la sinistra, non dovrebbero disconoscere al Movimento a 5 Stelle un pregio innegabile: è riuscito, pare, a smuovere una parte di elettorato disilluso fino al rigetto, che probabilmente non sarebbe nemmeno andato più a votare, andando ad occupare uno spazio vuoto lasciato (ahinoi) dai ritardi, dall’inconsapevolezza e dallo scarso coraggio della sinistra. Non ruberà, crediamo, molti voti al Pd e men che meno alla destra o al centrodestra. Colmerà invece in parte o in tutto, lo spazio lasciato libero dalla sinistra che in questa fase avrebbe potuto e dovuto vivere una rivincita (viste le sue battaglie e la sua storia) e che invece è scomparsa, come inabissata nel suo glorioso passato e nel suo inconcludente e impaurito presente.

Grillo e il suo movimento sono il sintomo, non la malattia, di un sistema partitico senza più partiti, che quand’erano “vivi” e davvero di popolo, avevano una capacità di elaborazione e di analisi e di proposte che non avrebbe concesso spazio all’idea di un Movimento dove ognuno conta per uno e ognuno è leader di sé stesso (parole di Grillo). L’elaborazione è lasciato così al solo Grillo che non è un leader, ma di certo ha una grossa influenza sul Movimento che comunque ci pare sia nella sostanza un partito. Ma d’altronde la condizione leaderistica del Pdl fa impallidire quella di Grillo (a volte anche dal punto di vista comico) e negli altri partiti la venuta di leader forti e carismatici è invocata come quella di un Messia salvifico.

Un wiki-partito, un partito 2.0 o chiamiamolo pure Movimento che ha ambizione di portare 20 persone in parlamento. Che rappresentano una parte, visto che se Berlusconi ha vinto le elezioni significa che almeno qualcuno di quelli che ancora va a votare lo ha fatto per lui e per il suo schieramento.

Noi che – in cuor nostro – vorremmo che le nostre idee di una riconversione ecologica dell’economia trovassero patria anche in un partito di sinistra segnatamente in grado di essere maggioranza nel Paese – sembrerà un paradosso – guardiamo con curiosità al MoVimento che ha nella rete e nei movimenti di protesta la sua forza maggiore ma anche la sua possibile deflagrante debolezza futura. Ma probabilmente Grillo non pensa ad un futuro molto lontano, ha acceso la miccia di un petardo politico spettacolare che rischia di far crollare un edificio già minato da altre più potenti bombe, da un populismo di destra che ha cambiato e sfigurato il volto dell’Italia, compromettendone la coesione sociale, la solidarietà e il rispetto per l’ambiente come bene comune. Che ora ci sia un Movimento che riesce a fare del “populismo” partendo dall’esatto contrario è un fatto, se non una speranza, una cosa che la sinistra e il centro-sinistra farebbero bene a prendere sul serio, cominciando a riparlare con la propria gente, invece di esorcizzarlo sui rissosi talk-show televisivi, dove tutti i gatti e tutta la politica sono diventati grigi.

Fonte: http://www.greenreport.it

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