Galassia mangia galassia – Come le spirali giganti fagocitano e “digeriscono” le vicine

Il girasole affamato
Immagine per gentile concessione R. Jay GaBany e D. Martínez-Delgado, MPIA

Un alone di polvere e gas circonda la galassia a spirale M63, anche detta Galassia Girasole, in una foto scattata nel 2005 ma resa pubblica solo di recente nell’ambito di una nuova ricerca sull’evoluzione delle galassie. L’immagine, catturata da un telescopio privato telecomandato, mostra segni del processo di “digestione galattica”.
Si pensa che le galassie a spirale più grandi – contenenti ciascuna centinaia di miliardi di stelle – si espandano “divorando” le galassie nane vicine, che invece ne contengono “solo” pochi miliardi.
Quando entra nel campo gravitazionale della spirale più grande, la galassia nana satellite viene distorta da una forza di marea che nel giro di qualche miliardo di anni la riduce a brandelli. Le scie di detriti stellari e gas che rimangono vengono fagocitate dalla galassia madre.
Fenomeni simili legati alle maree galattiche sono stati scoperti anche intorno alla nostra galassia, la Via Lattea. Ma la nuova ricerca, guidata da David Martínez-Delgado del Max Planck Institut di Heidelberg, in Germania, è la prima a mostrare che  strutture come le scie mareali esistono anche attorno a spirali più lontane. “Stiamo studiando galassie dalla massa simile alla nostra per capire com’è nata la Via Lattea”, dice  Martínez-Delgado.

Fonte: nationalgeographic.it

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