Perchè gli alieni snobbano le Super-Terre

Forse, se siamo a caccia di alieni, il posto meno adeguato dove cercare sono le super-Terre, ossia mondi con alcune caratteristiche simili al nostro pianeta. Si tratta di corpi celesti distanti da noi circa 8mila miglia e sarebbero grandi dalle due alle dieci volte la Terra. Ed anche queste sono ricoperte di oceani e di terre emerse, sulle quali svettano vulcani e dove l’atmosfera è densa e concentrata.

Secondo quanto afferma un recente studio condotto da Guillaume Morand, dell’Institute of Mineralogy and Physics of Condensed Matter di Parigi, la zona interna delle super-Terre potrebbe essere solida. Questa loro compattezza sarebbe inadeguata a contenere le celle convettive. Se così fosse, la vita su questi mondi potrebbe difficilmente conservarsi. Ciò non fa altro che rafforzare l’ipotesi della Terra Rara: ogni caratteristica del nostro pianeta, dalla sua dimensione alla sua struttura geologica, è creata precisamente per ospitare e generare la vita.

Ma se andiamo più a fondo, ossia se non ci soffermiamo sulla superficie ma esploriamo gli oceani, possiamo accorgerci che questi possono ospitare forme di vita. L’acqua, infatti, sviluppa un ruolo preservatore dalle particelle radioattive il cui obiettivo diretto è colpire le aree totalmente sprovviste di magnetosfera protettiva.

E, a pensarci bene, un considerevole numero di pianeti potrebbe avere queste stesse caratteristiche. Sebbene tale congettura sia credibile, Vlada Stamankovic, del German Aerospace Center di Berlino, calma gli entusiasmi, affermando che “è ancora prematuro stabilire con certezza tale prospettiva”. Infatti, “i nuclei di queste super-Terre possiedono temperature troppo alte, dove il ferro si scioglie e fluisce sotto la spinta di forti pressioni“.

In molti, tuttavia, credono che la risposta a tale quesito potrebbe venir data dall’osservazione diretta delle aurore sulle super-Terre. Ma anche qui le difficoltà non mancano. La magnetosfera genera onde radio e un esopianeta che possiede un campo magnetico trasmette deboli emissioni radio dell’attività dell’aurora.

L’idea implica infatti l’uso di un telescopio radio spaziale almeno cento volte più sensibile di quelli che già disponiamo. Ecco perché, conclude Joseph Lazio, del Naval Research Labotratory di Washington D. C., “occorre progettare un altro sistema per determinare l’effettiva abitabilità delle super-Terre“.

Fonte: http://www.nextme.it

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