Scoperto primo esopianeta fuori dalla nostra galassia

Si chiama HIP 13044b, un nome forse poco evocativo, ma è una pietra miliare nella storia dell’astronomia: è infatti il primo pianeta scoperto al di fuori della nostra galassia, la Via Lattea.  Dagli anni Novanta a oggi sono stati individuati circa 500 pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, ma tutti all’interno della Via Lattea. HIP 13044b, invece, orbita attorno a una gigante rossa a 2.000 anni luce dalla Terra.
La stella fa parte di una corrente stellare, cioè un gruppo di stelle che a sua volta ruota intorno alla nostra galassia alla velocità di oltre 950 mila chilometri l’ora. Si tratta dei resti di una galassia nana che circa sei miliardi di anni fa si scontrò con la Via Lattea e ne fu quasi completamente assorbita.

Sopravvissuto alla madre

Il pianeta extragalattico, descritto sull’ultimo numero della rivista Science, è un gigante gassoso con una massa pari almeno a 1,25 volte quella di Giove. È troppo distante per essere osservato direttamente, ma l’équipe guidata dall’astronomo Johny Setiawan, dell’Istituto Max Planck, ha dedotto la sua esistenza osservando la sua stella madre con uno dei telescopi dello European Southern Observatory di La Silla, in Cile. L’attrazione gravitazionale del pianeta causa infatti una leggera oscillazione della stella, una gigante rossa.
Si tratta di una stella che un tempo aveva una massa comparabile a quella del nostro Sole, e che oggi, a otto miliardi di anni di età, è in una fase tardiva della sua evoluzione. Le giganti rosse possono espandersi fino a decuplicare o anche centuplicare la loro massa iniziale, catturando e “divorando” i pianeti nella loro orbita.
Alcuni astronomi ritengono che questa sarà la sorte della Terra quando, tra cinque miliardi di anni, anche il Sole si trasformerà in una gigante rossa. Ma per qualche motivo HIP 13044b è riuscito a sopravvivere.

Una grossa anomalia

Ma non solo il pianeta dovrebbe essere morto: non dovrebbe nemmeno essere nato. Gli astronomi infatti ritengono che le stelle e i loro pianeti sono fatti dagli stessi “mattoni di costruzione”. Ma la stella madre di HIP 13044b è molto povera di metalli, e anzi contiene scarse quantità di elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio. Questo significa che anche il disco di materiale che circondava la stella in origine era povero di metalli: troppo pochi per formare quel nucleo pesante che, secondo le teorie prevalenti, attrae i gas più leggeri e consente la formazione di un pianeta gassoso.
Secondo Allan Boss, esperto della formazione dei pianeti alla Carnegie Institution for Science di Washington,  HIP 13044b è una grossa anomalia. “È improbabile che il pianeta si sia formato secondo il meccanismo che consideriamo abituale: la formazione di un nucleo massiccio di roccia e ghiaccio che attrae quantità di gas sufficienti a creare un vero pianeta gassoso”.
Seitawan, il leader della ricerca, concorda: “Questa scoperta fa pensare che forse esistono meccanismi di formazione dei pianeti attorno alle stelle povere di metalli diversi da quelli che conosciamo.

Fonte: nationalgeographic.it

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