Gli Ufo giocarono con i treni russi

Credevate che avevamo finito con le storie ufologiche della Grande Madre Russia? Nemmeno per sogno. Dopo la vicenda dei camionisti e del loro incontro ultraravvicinato con un disco volante e con le entità che lo abitavano, ecco che gli Ovni si spostano sulla strada ferrata e coinvolgono dei ferrovieri. Il buon Tigrino, in questi giorni in piena attività, ha aperto un cerchio e ora lo chiude. Anche questo è un evento ormai lontano. Ma non ha perso nulla del suo fascino e, soprattutto, non è stato mai chiarito.


Chi ha detto che solo ai ragazzini (e agli adulti..) terrestri piace “giocare” con i treni? A quanto pare piace anche ad alcuni piloti degli Ufo, a giudicare da quanto successe in almeno due occasioni, sul territorio dell’allora Unione Sovietica. Il primo fatto accadde il 17 febbraio 1985 e venne riportato da diversi giornali dell’epoca, tra cui il periodico “Tekhnika molodjozhi”, ossia “Tecnica della Gioventù ”. Il teatro dell’avvenimento fu il tratto ferroviario tra Petrozavodsk e Suojarvi, nella Russia settentrionale, dove un convoglio merci in transito tra le stazioni di Imant-Ozero e Novye Peski fu “avvicinato” da un oggetto luminoso e di forma ellittica, che si piazzò proprio davanti alla motrice a circa 150 metri di distanza. Come “attratto” da una forza invisibile emanata dall’oggetto, il treno si mise ad andare a velocità sostenuta, sensibilmente maggiore di quella normale, sebbene quel tratto fosse in salita e il macchinista Serghej Orlov avesse azionato il freno. Orlov rimase allibito nel vedere che il treno non solo non si era bloccato, ma viaggiava ad almeno 50 km orari. Il povero macchinista riferì immediatamente alla stazione più vicina, avvertendo che non era in grado di fermare il convoglio che di lì a poco sarebbe transitato in quanto c’era un Ufo a trascinarlo. La signora Panshukova, catapultatasi fuori dal suo posto di guardia della stazione di Novye Peski, avvistò il treno in arrivo preceduto appunto da quella “sfera luminosa” nel cui centro campeggiava un oggetto discoidale che si muoveva davanti al treno dondolando. All’improvviso l’Ufo si fece da parte, ma poi si ricongiunse alla sua “preda ferroviaria” subito dopo il transito in stazione. Questa volta, tuttavia, l’oggetto fece “frenare” il convoglio in maniera drastica, a tal punto che i due macchinisti per poco non vennero catapultati contro il vetro del locomotore. Nessuno di loro aveva toccato il freno… L’oggetto “accompagnò” ancora per un tratto il convoglio fino alla stazione successiva di Zastava, dopodiché si spostò di lato, dapprima librandosi al di sopra degli alberi e poi sparendo verso l’alto. Il macchinista Orlov decise di controllare che cosa fosse successo alle ruote dopo una frenata tanto rapida e improvvisa: con sommo stupore non notò alcun segno di consumo né di surriscaldamento. Dopo 25 minuti di “pausa” l’oggetto ricomparve e si piazzò ancora davanti al locomotore, trascinando nuovamente un convoglio da ben 280 assi a velocità doppia, senza che il macchinista facesse manovre per accelerare e senza che ci fossero discese nella zona. Alla fine, dopo essersi “divertito” con il convoglio, l’oggetto sparì a gran velocità verso la Finlandia. L’Ufo aveva “scortato” il convoglio per circa un’ ora e 15 minuti. Un caso simile avvenne nel 1992, quando l’Urss stava completando la sua frantumazione politica e territoriale, sulla linea ferroviaria del Bajkal-Amur che viaggia a Nord, parallelamente alla Transiberiana, essendo stata costruita per motivi strategici lontano dal confine cinese. Anche in quel caso protagonista della “caccia” fu un convoglio merci, che transitava quella notte sul tratto Ikabekan-Mururin. Improvvisamente si bloccò nonostante i potenti locomotori anteriori e posteriori lavorassero a pieno regime. I due macchinisti, Andrej Kozlov e Anatoly Ivankin, notarono con grande sorpresa che sulla verticale si libravano due oggetti sferici luminosi: lo stop, evidentemente, dipendeva in qualche modo dalla loro presenza. Per otto lunghissimi minuti i due ferrovieri cercarono in ogni modo di far andare avanti il treno. Ma non ci riuscirono. Il treno era inesorabilmente bloccato. Soltanto quando i due oggetti si allontanarono, sparendo verso l’alto, il “merci” poté riprendere la corsa. Ma lo fece per poco. Ben presto i due oggetti tornarono alla carica e ripiombarono sul treno, fermandosi sulla  verticale: il convoglio si fermò nuovamente, questa volta per 12 minuti. La “caccia” fu ripetuta una terza volta, con stop di quasi mezz’ora. Dopodiché, gli oggetti presero definitivamente il volo e lo strano gioco cessò.

Fonte: misterobufo.corriere.it

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