Betelgeuse non esploderà nel 2012. La fine del mondo può aspettare

betelgeuse

Astronomia: stelle, pianeti, costellazioni, materia oscura. Cosa c’è di più affascinante dell’Universo? I misteri cosmici che avvolgono la Terra destano ogni giorno notevole interesse e, bigona dirlo, spesso inutili allarmismi. Come quello che da un po’ circola in Rete: si tratta dell’imminente esplosione della stella Betelgeuse nel 2012 che, stando ai rumors di numerosi blog internazionali, provocherebbe conseguenze disastrose sul nostro pianeta.

E’ così che tornano alla ribalta le ‘filastrocche’ sulla fine del mondo. E’ così che il mondo si riempie la bocca di Betelgeuse: una stella supergigante rossa conosciuta come la seconda più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel.

Ma gli esperti assicurano che il colosso celeste non morirà affatto il prossimo anno. E quando ciò dovesse accadare, in ogni caso, il solo e unico effetto sarà “uno spettacolo meraviglioso agli occhi dei terrestri“, che si vedranno circondati e riscaldati da due soli per un brevissimo lasso di tempo (poche settimane).

A garantire sul processo evolutivo di Betelgeuse Brad Cartes, fisico presso la prestigiosa Università del Queensland, che ha revisionato le distanze astronomiche tra il corpo celeste e il nostro pianeta. Si parlava infatti di 427 anni luce, e oggi, invece, dai laboratori scientifici arriva una correzione che misurerebbe una distanza tra la Terra e la gigante stella pari a circa 600 anni luce.

Attualmente Betelgeuse si trova in una fase avanzata della sua evoluzione e mostra quindi degli episodi di variabilità dovuti alle pulsazioni quasi regolari della sua struttura, con un periodo che si aggira intorno ai 2300 giorni. Riformulati i parametri stellari dopo gli aggiornamenti astronomici dettati dai team internazionali di ricerca, il raggio di Betelgeuse misurerebbe ora, in media, 4,6 Unità Astronomiche, ovvero mille volte il raggio solare.

Inoltre, data la grande superficie radiante, la stella possiede anche una forte luminosità intrinseca, di oltre 135 mila volte quella del Sole. In base agli studi effettuati sulla sua massa, si stima che questa possa essere quindici, o addirittura venti volte quella della nostra stella madre. Da ciò è quindi possibile ipotizzare che la sua esistenza terminerà come una supernova.

Marta Proietti

Fonte: http://www.nextme.it

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