Crop Circles: occhio alle pseudo anomalie delle spighe

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Pubblichiamo l’articolo di Luciano Cerulo (Centro Ufologico Nazionale, regione Campania) che illustra, in modo razionale, le presunte anomalie presenti nei Crop Circles. Buona lettura.

Vorrei fare una doverosa correzione su molte affermazioni fatte sui crop circles e sulle anomalie ad essi attribuite. Troppi personaggi gridano all’alieno basandosi solo su alcune caratteristiche delle spighe, definendole anomalie e quindi indiziarie di un intervento non umano.

Le anomalie in questione sarebbero: nodi gonfi, allungati, piegati e non spezzati, esplosi e, infine, bruciati.

Andiamo ora a vedere come in realtà queste caratteristiche siano spesso particolari naturali delle piante e non possono indicare da “sole” il passaggio di una forma energetica sconosciuta. Purtroppo per taluni basta la presenza di queste pseudo anomalie per affermare che un crop sia genuino. Ciò non toglie che una forma energetica possa sviluppare tali caratteristiche ma per definirle anomalie non basta il solo riscontro di questi particolari, è necessario ricorrere ad esami scientifici ben più approfonditi sulle piante coinvolte. Sono in molti a non conoscere gli effetti del geotropismo, fenomeno del tutto naturale che può provocare particolari caratteristiche delle piante che a qualcuno possono apparire come delle anomalie.

Per avvallare ciò mi avvalgo di un esperimento fatto dal sottoscritto in un campo di grano. Il test aveva lo scopo di verificare la reazione delle spighe dopo la compressione meccanica a terra, in quel caso usai un rastrello per appiattire le spighe per alcune metri nel campo di grano. Sempre nello stesso periodo presi in esame anche le spighe di un altro campo, quest’ultimo però aveva subito danni dovuto alla combinazione pioggia-vento di qualche giorno prima.

Dopo aver appiattito le spighe, tornai successivamente sul posto.

Le spighe in esame presentavano le seguenti caratteristiche:

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Sopra esempio di “nodo gonfio”

Nodi gonfi: i nodi erano molto gonfi, questo è dovuto al fatto che le spighe hanno cercato di rialzarsi facendo forza sui nodi che quindi sono stati sottomessi ad una pressione interna che ha comportato il rigonfiamento nodulare.

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Sopra esempio di “nodo allungato”

Nodi allungati: i nodi si presentavano molto allungati, almeno del doppio o del triplo, questo soprattutto per quanto concerne i nodi meno esposti alla luce, ciò è dovuto al fatto che la pianta ha cercato di trovare un modo per ricevere luce allungando quindi i suoi nodi, fenomeno del tutto naturale e normale.

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Sopra esempio di “nodi piegati”

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Sopra esempio di “nodo piegato alla base”

Nodi piegati: erano presenti anche questi, è sempre dovuto alla forza della pianta che in qualche modo cerca di rialzarsi e di farsi spazio tra le altre piantine per prendere più luce solare possibile, nelle mie foto si può vedere come tali piegature si formino anche su più nodi e gli steli si piegano perfino a 90° , in qualche caso anche meno facendo angoli strettissimi.

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Sopra esempio di “nodo esploso”

Nodi esplosi: i nodi esplosi mi hanno sorpreso, eppure c’erano anche questi, documentandomi ho capito e constatato che i nodi in realtà non sono esplosi, lo sembrano solo ma in realtà i nodi delle piante più mature, essendo più secchi sono anche più rigidi e duri e nel tentativo di rialzarsi la pianta facendo sempre ricorso all’azione di leva sui nodi talvolta subisce delle piccole rotture nodulari che però non compromettono quasi mai la crescita della pianta fino a giungere la maturazione completa.

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Sopra esempio di “nodo pseudo bruciato”

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Sopra esempio di “nodo pseudo bruciato esploso”

Nodi bruciati: ho avuto modo di constatare anche come alcuni nodi erano anneriti, questi nodi anneriti spesso sono anche quelli “esplosi” o per meglio dire che hanno subito delle rotture, sono cioè i nodi più maturi e duri, la zona scura sul nodo è spesso dovuto al fatto che una volta che il nodo ha subito una rottura perde facilmente liquidi ed esposto al sole e al caldo inizia ad essiccare, mostrando quindi zone scure che sembrano bruciate, quando la secchezza delle piante diviene importante la spiga può anche morire ma in genere riesce a compensare tale problema fino a giungere a maturazione.

Nel campo appiattito da me le spighe erano spezzate ma NON nei nodi come credono alcuni, le spighe appiattite meccanicamente non si spezzano nei nodi ma sulla parte più bassa dello stelo, ovvero molto vicino al terreno, in alcuni casi per vedere la spezzatura bisogna essere molto attenti e prelevare l’intera pianta senza tagliarla, meglio prelevare anche le radici.

Con l’azione meccanica le piante si spezzano alla base, la pianta di grano si spezza ma resta unita, ricordiamo che spezzare non vuol dire tranciare come qualcuno confonde.

Tuttavia le spighe del campo esposto all’azione del vento e della pioggia, non presentavano spezzature, le piantine erano andate giù piegandosi sui nodi dopo che la molta acqua e la spinta del vento hanno costretto le spighe a piegarsi a terra agendo continuamente sui nodi, le spighe di tale campo, infatti, avevano una caratteristica diversa da quelle da me appiattite, esse erano piegate sui nodi verso terra, cioè verso la direzione della spinta del vento, poi man mano hanno cercato di rialzarsi sfruttando i nodi che erano rimasti eretti. Mentre le mie spighe avevano i nodi piegati verso l’alto, verso il sole e non piegati verso il suolo.

Tuttavia ciò non vuol dire che nodi piegati verso il terreno nei crops siano sempre da attribuire all’azione del vento e della pioggia, perché un meteo crops è ben diverso e banale, non ha logica alcuna, non presenta geometrie complesse e precisione straordinaria, non presenta messaggi o figure intelligenti in esso, e le spighe si rialzano sempre verso l’alto mentre nei crops definiti genuini continuano a crescere e maturare nella posizione rasoterra.

In conclusione vorrei quindi rammentare che in mancanza di approfonditi studi scientifici sulle piante si possono prendere fischi per fiaschi o lucciole per lanterne, è necessario conoscere bene la biologia e la natura delle piante, altrimenti si rischia di gridare all’alieno anche dove di alieno non c’è nemmeno la più minima traccia.

Articolo scritto da Luciano Cerulo (CUN Campania)

Una risposta a Crop Circles: occhio alle pseudo anomalie delle spighe

  1. Pier Giorgio scrive:

    Caro Luciano Cerulo, le consiglio di leggere il rapporto Levengood (biologo e botanico) prima di sentenziare e anche in maniera abbastanza discutibile perchè priva di documentazione aldilà della bontà, ovviamente, delle sue esperienze sul campo che però non riscontrano nè i tempi inerenti il fenomeno nè altre situazioni come radioattività, elettrostaticità, elettromagnetismo, iridio, ferro meteoritico etc. Per sua comodità:
    W. C. Levengood, “Anatomical Anomalies in Crop Formation Plants,” Physiologia Plantarum 92 (1994): 356-363.
    W. C. Levengood, “Technique for Examining Crop Circle Energetics,” Report No. 18, [Pinelandia Lab], October 12, 1993.
    W. C. Levengood and John A. Burke, “Delineation of Electromagnetic Energy Influencing Crop Formations,” Report No. 24, Pinelandia and Am-Tech Labs, September 28, 1994.
    W. C. Levengood and John A. Burke, “Study of Simulated Crop Formations, 1994,” Report No. 27, Pinelandia and Am-Tech Labs, October 10, 1994.

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