Analisi preliminari: i frammenti di Roswell non sono terrestri

Un insegnante presso il New Mexico Institute a Roswell potrebbe aver scoperto la prima prova scientifica di detriti fabbricati e provenienti da un altro pianeta. Inoltre, questi detriti sono stati vicino al luogo in cui sono stati rinvenuti frammenti di un presunto disco volante al di fuori di Roswell nel 1947.
Frank Kimbler insegna Scienze della Terra e Geologia presso il New Mexico Institute a Roswell. Afferma di aver avuto sempre un interesse per gli UFO ed ebbe un suo singolare avvistamento quando aveva vent’anni. Così, quando si trasferì a Roswell, decise di mettere la sua esperienza per indagare sull’incidente UFO più famoso di tutti i tempi, l’incidente di Roswell.
Il suo obiettivo principale era quello di trovare qualche prova fisica. Iniziò, cercando in alcune immagini satellitari il presunto “sito dei detriti”. Qui è dove l’allevatore Mac Brazel aveva riferito alla US Air Force di aver trovato i frammenti dell’oggetto precipitato. Kimbler usò queste immagini per migliorare l’infrarosso al fine di evidenziare le aree in cui c’è stato uno stravolgimento nel terreno. Fu sorpreso nel trovare una zona che era simile a quella che era stata descritta dai testimoni. Era di circa un chilometro di lunghezza e qualche centinaio di metri di larghezza, e di fronte alla direzione descritta dai testimoni. Egli notò anche che la zona aveva bordi molto rettilinei, una cosa inusuale per un evento naturale.

Il passo successivo fu quello di uscire in zona con un metal detector per vedere cosa poteva trovare. Cominciò a fare escursioni in zona nel mese di maggio del 2010. Utilizzando un metal detector in grado di trovare un pezzo delle dimensioni di un BB (ndr lo smartphone BlackBerry), tre centimetri sotto la superficie, sarebbe stato in grado di trovare frammenti più piccoli. Kimbel pensò che se ci fosse qualcosa di sospetto, sarebbe stato un frammento molto piccolo e, forse, nascosto in tane di animali o formicai. Ed è proprio in un formicaio che trovò il primo frammento.

Quello che fu trovato era un metallo argenteo che sembrava alluminio. Questo fu molto strano perchè non c’erano indicazioni di alcun tipo di oggetti in alluminio nella zona. Occasionalmente si trovano pezzi di latta, che provengono da parti di tetti di lamiera che ci sono in giro, e alcuni chiodi. Alla fine trovò molti di questi pezzi di argento e, affermò, sembravano sbrindellati (ndr lacerati). Alcuni dei frammenti sembravano anche fusi. Trovò, anche, alcuni bottoni di alluminio del tipo di quelli usati nelle fatiche militari negli anni 40 del Novecento. Se questo è il caso, ciò dimostrerebbe che l’Esercito si trovava in zona.

Kimbler ebbe la sensazione che questi piccoli pezzi d’argento erano abbastanza interessanti per ulteriori analisi. Per aver un aiuto, si recò al Roswell Internation UFO Museum e al Research Center. Situato al centro di Roswell, il museo è il centro principale per la ricerca sull’UFO “crash” di Roswell. Kimbler mostrò il materiale al direttore del museo, Julie Shuster che, assieme al ricercatore Don Schmitt, decise di soddisfare le sue richieste. Decisero di finanziare il primo test che fu effettuato presso il New Mexico Tech a Socorro. Utilizzando una microsonda, sono stati in grado di determinare la composizione del materiale. Risultò quindi composto di alluminio, silicio, manganese e lega di rame. Ciò non è sconosciuto, ma è usato nelle costruzioni e non si presenta – di solito – sotto forma di pellicola.

Allora Kimbler decise che era meglio effettuare una ulteriore ispezione, in grado di ottenere un lavoro all’isotopo effettuato sul frammento. Kimbler dichiarò che il lavoro all’isotopo è davvero importante perchè i rapporti sono “molto simili alle nostre impronte digitali”. Determinate concentrazioni di elementi sul terreno sono unici sulla Terra. Quindi se si conoscono rapporti isotopici per il magnesio, sarà la stessa cosa per qualsiasi cosa sulla Terra che riguarda il magnesio. Ma se non è del pianeta Terra avrà un rapporto diverso. Per esempio, i meteoriti hanno rapporti diversi perche non provengono dalla Terra. L’analisi isotopica è resa necessaria per determinare se un materiale è originario della Terra o di un altro pianeta.

Kimbler andò quindi alla University of New Mexico Institute of Meteoritics e parlò con un loro esperto di isotopi per ottenere una effettuazione di analisi. Kimbler non aveva detto all’esperto nulla sui campioni. L’esperto guardò Kimbler “fisso negli occhi” e gli disse che l’unico motivo per ottenere l’effettuazione di questo tipo di test era perchè si sospettava che il materiale provenisse dallo Spazio. L’esperto volle sapere la provenienza del materiale, ma quando Kimbler glielo disse si rifiutò di effettuare il test, affermando che l’idea dello schianto di un’astronave a Roswell è solo “un mucchio di sciocchezze”. Uno degli altri scienziati presenti in ufficio disse che effettivamente poteva trattarsi di qualcosa di insolito e per ciò valeva la pena dargli una occhiata più approfondita. Ma l’esperto non si mosse e si rifiutò di effettuare il lavoro. Il secondo scienziato era uno specialista con le microsonde presso l’Università e, anche se non riusciva ad effettuare lavori all’isotopo, era in grado di ottenere informazioni più specifiche sulla composizione del materiale e confermare i primi lavori che erano stati effettuati.

La Bigelow Aerospace mostrò un certo interesse ad aiutare Kimbler con la sua analisi, ma dopo aver trascorso mesi con pochi risultati, Kimbler dovette andare altrove. Riuscì quindi a trovare un altro laboratorio con multiple certificazioni in grado di effettuare il lavoro. L’UFO Museum mise il denaro e i risultati vennero fuori dopo cinque giorni.

Kimbler quasi svenne quando vide i risultati. I rapporti erano “impazziti” e, come disse Kimbler, c’erano solo due risposte per spiegare i risultati: “il laboratorio aveva commesso un errore analitico oppure il materiale non era originario della Terra”.

Tuttavia, il lavoro di Kimbler non è affatto terminato. E infatti dice: “al fine di dimostrare che il laboratorio non abbia commesso nessun errore, si ha bisogno di ulteriore lavoro”. Ha affermato che ci sono altri due laboratori certificati per fare altre analisi, i cui risultati dovrebbero essere disponibili nelle prossime settimane. Inoltre, Kimbler afferma che al fine di confermare che il materiale non sia originario della Terra, è necessario avere a disposizione due o tre laboratori che come risposta diano gli stessi risultati d’analisi.

Un altro aspetto importante del materiale in alluminio che dimostri le sue origini ultraterrene è quello che l’alluminio stesso debba essere stato creato. A differenza di alcuni elementi naturali, come oro o argento che si possono trovare in forma grezza in aspetto di pepite, l’alluminio non si trova in natura. Se questo risulterà essere materiale non di questa Terra, significherà che è un qualcosa che è stato creato altrove. Finora gli esseri umani non sono nulla in fatto di produzione nello Spazio, per non parlare poi di un qualcosa che sarebbe caduto dallo Spazio sulla Terra nei pressi di Roswell , in un luogo dove è stato trovato un presunto veicolo spaziale nel 1947.

Kimbler ha dichiarato di essere certo prima di divulgare i risultati definitivi, ma è “pieno di speranze”. Afferma che i laboratori certificati normalmente non commettono errori e che queste persone (analisti) sono le migliori nel settore.

Se il materiale di Kimbler risulterà essere di origine e produzione extraterrestre potrebbe avere delle sorprendenti implicazioni. Kimbler, ha dichiarato, che terrà informato delle novità il mondo ufologico (e non solo).

Traduzione e adattamento a cura di Antonio De Comite

Fonte

Elenco foto:

Foto 1 (immagine d’apertura: il frammento che è stato analizzato. Dimensioni del campione di circa 10 mm di lunghezza)

Foto 2 (immagine satellitare “Landsat Multi-Spectral” che mostra il terreno dei detriti. L’immagine mostra chiaramente una bruciatura (o area disturbata) che copre l’esatta ubicazione del campo dei detriti come descritto dai testimoni)
Foto 3 (Bottoni provvisoriamente identificati come quelli militari dell’Esercito degli anni 40 e i primi anni 50 del Novecento)
Foto 4 (alcuni dei frammenti in lega di metallo trovati sepolti e sparsi su tutta l’area dei detriti)
Foto 5 (Tabella isotopica del frazionamento di magnesio modificato dal grafico utilizzato dal Dr. Peter Sturrock nella sua analisi del frammento UFO di Ubatuba. E’ presente la sigla AH-1 che è una anomalia spiegabile con un errore di analisi oppure che il materiale è extraterrestre. Sono necessarie ulteriori analisi per stabilire ciò)
Foto 6 (Analisi sul frammento effettuate dal New Mexico Tech. I dati della microsonda mostrano la composizione dell’elemento AH-1. I valori dei piccoli cristalli di sale Na e Cl incorportati nell’analisi superficiale mostrano che AH-1 contiene Al, Si, Mg, Mn e Cu con piccole quantità di Fe)
Foto 7 (Dati dell’Università del New Mexico mostrano la composizione degli elementi. Confermati i dati del New Mexico Tech)
Foto 8 (Valori dell’isotopo di magnesio riscontrati dal laboratorio certificato che ha effettuato l’analisi)
Foto 9 (Analisi fatte dallo stesso laboratorio certificato che dimostra che AH-1 è una lega composta da Al, Mg, Mn, Si, Cu)
Foto 10 (Ingrandimanto di AH-1 mostra fasce a bande o strutture a strati)
Foto 11 (Ingrandimenti di Ah-1 con evidenziazione area di bandeggio, ossia alternanza di bande con diverse colorazioni)
Pubblicato da Centro Ufologico Ionico: centroufologicoionico.blogspot.com

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