GIAPPONE, INCUBO NUCLEARE: RADIAZIONI A 100 KM DA TOKYO

TOKYO – Come si era temuto, le sostanze radioattive fuoriuscite dalla centrale di Fukushima dopo il violento sisma che ha colpito il Giappone lo scorso marzo, hanno contaminato varie zone circostanti alla zona della centrale, destando preoccupazione e pericolo per la popolazione. Alti livelli di cesio radioattivo sono stati rilevati nei fanghi raccolti in un fosso accanto alla Corte distrettuale di Aizuwakamatsu, città a circa 100 km a ovest dalla centrale nucleare di Fukushima. L’isotopo rintracciato è stato misurato in concentrazioni di circa 186.000 becquerel per chilogrammo: secondo gli standard di sicurezza nipponici, i fanghi possono essere trasportati in discarica se il cesio radioattivo è pari o inferiore a 8.000 becquerel per chilo. La corte ha disposto la messa in sicurezza dell’area e bandito l’accesso nelle immediate vicinanze del fosso, senza alcuna interruzione delle attività giudiziarie.

ALTRO SISMA  Un terremoto di magnitudo 4.4 è stato registrato in Giappone alle ore 9,23 locali (2,23 in Italia), con epicentro a circa 150 km a nordest di Tokyo, nella prefettura di Ibaraki, e alla profondità di 80 km. L’intensità, ha reso noto la Japan Meteorological Agency che non ha lanciato alcun allarme tsunami, è stata di 4 sulla scala nipponica di 7, sufficientemente forte perchè la scossa fosse avvertita in modo netto nella capitale. Al momento, secondo la tv pubblica Nhk, non ci sono notizie di danni a persone o cose, mentre i treni veloci ‘shinkansen’ hanno per prudenza rallentato la loro marcia.

RIATTIVATA UNA CENTRALE  La Hokkaido Electric Power ha ottenuto il via libera dalle autorità della prefettura e quelle locali di Hokkaido, l’isola settentrionale del Giappone, per la riattivazione del reattore 3 da 912 megawatt della centrale nucleare di Tomari. Lo scrive l’agenzia Kyodo a conferma delle indiscrezioni di stampa circolate, secondo cui – se tutto dovesse filare liscio – il reattore sarebbe il primo a ripartire, dopo il fermo per i periodici lavori di manutenzione, dalla crisi di Fukushima, partita dal devastante sisma/tsunami dell’11 marzo.

Fonte: leggonline.it

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