LA STELE MAYA CHE SMENTISCE LA FINE DEL MONDO

aprile 6, 2011
La nostra grande amica Anna Baraldi Holst, sorella del compianto Gabriele D’Annunzio Baraldi (a cui abbiamo dedicato un e-book l’anno scorso), dal Brasile ci mette al corrente di una notizia che non può che rallegrarci e che pian piano sta facendo il giro del mondo. Un paio di giorni fa, in Messico, a Villahermosa nello stato del Tabasco, è stata indetta una conferenza stampa nel corso della quale è stata mostrata al pubblico parte della stele Maya in pietra calcarea denominata “Monumento 6” (rinvenuta sulla collina di Tortuguero, a Macuspana, nel 1958) che, seppur incompleta, smentisce la data finora erroneamente interpretata come un annuncio di fine del mondo: il 23 dicembre 2012. L’antropologo e archeologo José Luis Romero, vice direttore dell’INAH (l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico), ha dichiarato al riguardo che “in quel poco che possiamo vedere, in ogni lato della stele, è impressa la data del 23 dicembre 2012, in cui si prevede l’arrivo di un signore del cielo, in coincidenza con la chiusura di un numero di cicli”. La data incisa sulla pietra, come ha ribadito Romero, rimanda a Bactum XIII, che corrisponde all’inizio di una nuova era e non certamente, come finora supposto, alla fine del mondo. Juan Antonio Ferrer Aguilar, referente locale dell’INAH, ha aggiunto che il contenuto delle iscrizioni si riferisce alla battaglia combattuta da Balam Ahau nel VII secolo d.C. e ad altre date importanti del suo periodo di governo: il 23 dicembre 2012 è da intendere come data del declino del dio maya “dei nove passaggi“ Bolom Yokte, associato alla creazione dell’universo, annunciante una nuova era. La stele si compone di sette parti: quattro verranno esposte il prossimo anno al Museo Regionale di Antropologia Carlos Pellicer (chiuso al pubblico per restauri in seguito ai danni provocati nel 2007 dall’allagamento derivante dallo straripamento del fiume Grijalva) mentre risultano mancanti tre pezzi: uno è al Metropolitan Museum di New York mentre gli altri due appartengono a una collezione privata americana.

Simone Barcelli – Fonte: simonebarcelli.org “Tracce d’Eternità”


Fine dei tempi nel 2012? No, nel 2116

marzo 26, 2011

altIl primo problema con le previsioni sul 2012 è che la data potrebbe essere sbagliata. E’ quello che sostengono i fratelli Böhm, che hanno post-datato l’apocalisse al 2116. Lo studio che hanno pubblicato sulla rivista Astronomische Nachrichten segna una rivoluzione per gli appassionati della fine del mondo.

Bohumil e Vladimir Böhm possono vantare un approccio interdisciplinare: il primo è un matematico, il secondo è un docente di storia e cultura maya. Il problema, secondo loro, è che il popolo Maya era così ossessionato dai numeri da usare diversi calendari. Quello religioso era di 260 giorni, quello agricolo durava quanto il nostro: 365 giorni. Le loro settimane erano di 9 giorni. E poi c’era il cosiddetto ciclo lungo, fatto di 1 872.000 giorni. Il collegamento tra questi antichi calendari e il nostro è molto complesso, si devono confrontare date, avvenimenti e fonti. Al termine di lunghe ricerche, i Böhm hanno scovato l’errore di John Eric Sidney Thompson, l’archeologo che per primo ha fatto paralleli tra i due sistemi. Il suo sbaglio è stato non considerare una lunga interruzione nel calendario Maya, causata da una lunga guerra che bloccò anche il conteggio dei giorni. Dopo aver aggiornato le date, la conclusione dei fratelli Böhm è che la fine del mondo dobbiamo aspettarcela per l’anno 2116.

Fine del mondo, poi. C’è chi giura che uccidere tutta la vita sul nostro pianeta sia praticamente impossibile. Martin Petrasek, dell’Università di Opava, sostiene di aver dimostrato che sulla Terra la vita è tenace, e può svilupparsi anche in condizioni assolutamente ostili. Eventi come una guerra nucleare possono portare alla fine della storia per l’essere umano, ma non sarebbero comunque in grado di sterminare ogni forma di vita sulla Terra. Anche la collisione con un asteroide non potrebbe uccidere tutte le creature terrestri: quando 65 milioni di anni fa un immenso meteorite (10 chilometri di diametro) colpì la Terra, le specie che allora la dominavano andarono estinte, ma altre riuscirono ad affermarsi. Infine, il Sole. Sconvolgimenti sulla sua superficie possono mettere in seria difficoltà la vita sulla Terra, ma non possono causare la fine del nostro pianeta.

Fonte


Terra: imminente inversione poli magnetici?

febbraio 24, 2011

altLa notizia non è la solita bufala del web o ripresa da siti di cospiratori da strapazzo, ma viene direttamente dal sito della BGS (British Geological Survey).

Secondo i ricercatori britannici, il polo magnetico interno della Terra sarebbe in imminente inversione. Proprio per questo, hanno installato un Osservatorio Magnetico nel Sud della Georgia per monitorare la cosiddetta “South Atlantic Anomaly” (SAA).

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Ma cosa è la SAA? Come sappiamo il campo magnetico, generato in profondità all’interno del pianeta, è uno scudo contro le radiazioni di particelle provenienti dallo Spazio. Nel Sud dell’Atlantico questo scudo è molto più debole che altrove nel mondo, pertanto le radiazioni provenienti dallo Spazio profondo penetrano l’atmosfera. Questa regione è conosciuta, appunto, come South Atlantic Anomaly (SAA) e le radiazioni nella SAA sono un pericolo conosciuto per satelliti, navi spaziali e aeromobili di alta quota.

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Betelgeuse non esploderà nel 2012. La fine del mondo può aspettare

gennaio 24, 2011

betelgeuse

Astronomia: stelle, pianeti, costellazioni, materia oscura. Cosa c’è di più affascinante dell’Universo? I misteri cosmici che avvolgono la Terra destano ogni giorno notevole interesse e, bigona dirlo, spesso inutili allarmismi. Come quello che da un po’ circola in Rete: si tratta dell’imminente esplosione della stella Betelgeuse nel 2012 che, stando ai rumors di numerosi blog internazionali, provocherebbe conseguenze disastrose sul nostro pianeta.

E’ così che tornano alla ribalta le ‘filastrocche’ sulla fine del mondo. E’ così che il mondo si riempie la bocca di Betelgeuse: una stella supergigante rossa conosciuta come la seconda più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel.

Ma gli esperti assicurano che il colosso celeste non morirà affatto il prossimo anno. E quando ciò dovesse accadare, in ogni caso, il solo e unico effetto sarà “uno spettacolo meraviglioso agli occhi dei terrestri“, che si vedranno circondati e riscaldati da due soli per un brevissimo lasso di tempo (poche settimane).

A garantire sul processo evolutivo di Betelgeuse Brad Cartes, fisico presso la prestigiosa Università del Queensland, che ha revisionato le distanze astronomiche tra il corpo celeste e il nostro pianeta. Si parlava infatti di 427 anni luce, e oggi, invece, dai laboratori scientifici arriva una correzione che misurerebbe una distanza tra la Terra e la gigante stella pari a circa 600 anni luce.

Attualmente Betelgeuse si trova in una fase avanzata della sua evoluzione e mostra quindi degli episodi di variabilità dovuti alle pulsazioni quasi regolari della sua struttura, con un periodo che si aggira intorno ai 2300 giorni. Riformulati i parametri stellari dopo gli aggiornamenti astronomici dettati dai team internazionali di ricerca, il raggio di Betelgeuse misurerebbe ora, in media, 4,6 Unità Astronomiche, ovvero mille volte il raggio solare.

Inoltre, data la grande superficie radiante, la stella possiede anche una forte luminosità intrinseca, di oltre 135 mila volte quella del Sole. In base agli studi effettuati sulla sua massa, si stima che questa possa essere quindici, o addirittura venti volte quella della nostra stella madre. Da ciò è quindi possibile ipotizzare che la sua esistenza terminerà come una supernova.

Marta Proietti

Fonte: http://www.nextme.it

2012 Profezie Maya e Cerchi nel Grano la Manifestazione degli E.T.

gennaio 14, 2011

Servizio Tratto dalla Trasmissione “Yoyager” su Rai2

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2012, la fine del mondo?

gennaio 14, 2011

Gli scienziati parlano del 2012

gennaio 14, 2011

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