Antichi astronauti in Bolivia e Siria?

gennaio 13, 2011

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In ambito ufologico esiste da molto tempo una disciplina che viene definita “Paleoastronautica”, materia di studio che si concentra su indizi di presenze ipotetiche extraterrestri nel passato millenario della specie umana.

Numerosi studi e ricerche si sono accumulati negli anni, mescolando elementi che possono essere indiziari di una reale presenza aliena nel passato con fattori (purtroppo) che non hanno nulla a che vedere con questo studio, elementi che fanno parte dello spiegabile convenzionalmente e che scrittori in cerca di notorietà e di “tornaconto” economico tramutano, come tanti “Re Mida”, in prove clamorose che però, in fin dei conti, non hanno nulla di ciò.

In quest’articolo vorrei illustrare alcuni indizi (inediti) che potrebbero (il condizionale è d’obbligo) portare ad ipotizzare che in un passato remoto ci siano state presenze che definire umane è alquanto riduttivo.

Mi concentrerò su due etnie del passato, una è quella della popolazione antica boliviana e l’altra è quella dell’antico regno siriano di Qatna.

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L’ultima sfida di Sitchin

gennaio 13, 2011

L’ultima dichiarazione di Zecharia Sitchin afferma che è pronto a giocarsi tutto quello che ha scritto sugli astronauti alieni Anunnaki grazie al test del DNA che potrebbe essere effettuato sui resti di una donna sumera di oltre 4.500 anni fa.
Per certi versi è l’ultima opportunità di celebrità per Sitchin.
Secondo il suo parere, il genoma della donna potrebbe contenere le tracce genetiche degli dei e dei semidei di cui ha parlato fin dal 1976.

Sitchin, ormai novantenne, è nato in Unione Sovietica, ed è cresciuto in Palestina, ma vive in un appartamento di New York.
Ha scritto 14 libri sul tema, parlando sin dall’inizio del pianeta Nibiru, patria celeste degli alieni astronauti che erano considerati come divinità nell’antica cultura mesopotamica.
Sitchin dice che questi alieni sarebbero gli Anunnaki menzionati nelle scritture sumere, e i Nephilim nella Bibbia.
Inutile dire che le idee di Sitchin, come quelle di Erich von Däniken, sono state sonoramente disprezzate dalla comunità scientifica.
Ma ora Sitchin chiede che la comunità scientifica lo ascolti per svelare il mistero della regina Puabi.
I resti vennero alla luce durante gli scavi di una tomba, nell’attuale Iraq, negli anni 20/30, all’incirca durante lo stesso periodo in cui ci fu la scoperta e lo studio della tomba di Tutankhamon in Egitto.
Gli esperti di medicina legale del Museo di Storia Naturale di Londra hanno stabilito che la regina Puabi era di circa 40 anni quando è morta e probabilmente regnò come regina durante la prima dinastia di Ur. Sitchin sostiene che essa era qualcosa di più di una regina, cioé una “nin”, un termine sumero che tradotto significa “dea”.
Egli suggerisce che Puabi era quindi un’antica semidea, geneticamente legata aal DNA dei visitatori provenienti da Nibiru.
Secondo Sitchin gli antichi miti suggeriscono che “chi ci ha creato, tuttavia non ci avrebbe dato tutti i loro geni, per la longevità e l’immortalità che essi avevano.
Sitchin vorrebbe adesso che gli scienziati testino il DNA di Puabi in quanto in essa è custodita la risposta.

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Extraterrestri in Valdassa (VI) nel III° Millennio avanti Cristo?

gennaio 13, 2011
La foto che vi mostriamo ci è stata segnalata dall’amico lettore Michele M. (omettiamo il cognome per la privacy). Rappresenta una figura stilizzata, molto semplice di costruzione, di un essere antropomorfo che i paleoantropologi hanno identificato come “diavoletto”, prendendo spunto da due protuberanze che escono dalla sommità del capo della figura. La raffigurazione proviene da delle grotte risalento al periodo Eneolotico (Età del Rame) che in Europa si affermò attorno al III° Millennio avanti Cristo. La cosa strana dell’incisione è quella, oltre alla strane protuberanze che potrebbero essere identificate come “antenne”, della presenza di uno strano “strumento” nella mano destra della figura. E se fosse uno strumento che emana “energia”? Nessuno esclude che possa trattarsi di uno “sciamano” oppure “stregone”, che tiene in mano il simbolo del fuoco, ma qui siamo nell’Età del Rame e il fuoco era entrato nell’uso comune di quelle popolazioni. Ma se si trattasse della rappresentazione stilizzata di un “essere cosmico”, sceso sulla Terra e che portava con se un enigmatico strumento di potere? Magari che sprigionava “scintille” non addebitabili al fuoco? Ipotesi azzardate ma non da escludere.

Fonte: http://www.comune.roana.vi.it/rete_civica/turismo/estate/graffiti/antropomorfe.html – centroufologicotaranto.wordpress.com


IL RITORNO DEL PURIFICATORE BLU STAR KATCHINA

gennaio 13, 2011

Il “Purificatore Rosso Katchina”, porterà il Giorno della Purificazione e in questo giorno la Terra, le sue creature e tutta la vita come la conosciamo cambierà per sempre. Ci saranno “messaggeri” che precederanno questa venuta del Purificatore. Loro lasceranno messaggi a quelli che sulla Terra ricordano le vecchie vie.

LA PROFEZIA DELL’ULTIMO PIANTO

La Profezia “ULTIMO PIANTO” (Native American Prophecies & Tales of the End Times, del Dr. Robert Ghost Wolf © 1994-2004) apparsa in numerosi articoli sul web e su riviste in tutto il mondo.

“La storia di Blu Kachina è una storia molto vecchia, molto vecchia. Sapevo della storia di Blu Kachina da quando ero molto giovane. Mi è stata raccontata dai nonni che ora hanno tra gli 80 e i 108 anni di età. Anche Frank Waters ha scritto di Saquasohuh, Stella Blu Kachina ne Il Libro degli Hopi, la storia viene dal Nonno Dan, Anziano Hopi.”

“Mi è stato raccontato che per prima sarebbe stata vista Blu Kachina nelle danze, e l’avrebbero saputo anche i bambini nella piazza durante il ballo notturno. Questo evento ci avrebbe detto che i tempi finali sono molto vicini. Quindi la Stella Blu Kachina sarebbe apparsa fisicamente nei nostri cieli e avrebbe significato che siamo nei tempi finali.”

“Nei giorni Finali guarderemo su nei nostri cieli e vedremo il ritorno dei due fratelli che hanno aiutato a creare questo mondo nel tempo della nascita. Poganghoya è il guardiano del nostro Polo Nord e suo Fratello Palongawhoya è il guardiano del Polo Sud. Nei giorni Finali la Stella Blu Kachina verrà coi suoi nipoti e faranno tornare la Terra alla sua rotazione naturale che è antioraria.”

“Questo fatto è evidente in molti glifi che parlano dello Zodiaco, e nelle piramidi Egizie e Maya. La rotazione della Terra è stata manipolata da esseri delle Stelle non così benevoli. Le gemelle verranno viste nei nostri cieli dell’Ovest. Loro verranno e visiteranno per vedere chi ancora ricorda gli insegnamenti originali volando nei loro Patuwvotas, o scudi volanti. Loro porteranno molto delle loro famiglie delle stelle nei giorni finali.”

“Il ritorno di Stella Blu Katchina conosciuta anche come Nan ga sohu sarà la sveglia che ci dirà del nuovo giorno e nuovo modo di vivere, un nuovo mondo che sta arrivando. Questo è il momento in cui i cambiamenti inizieranno. Loro inizieranno come fuochi che bruciano dentro di noi, e bruceremo tra desideri e conflitti se non ricordiamo gli insegnamenti originali, e ritorniamo al pacifico modo di vita.”

“Non molto dopo le gemelle arriverà il Purificatore Rosso Katchina, che porterà il Giorno della Purificazione. In questo giorno la Terra, le sue creature e tutta la vita come la conosciamo cambierà per sempre. Ci saranno messaggeri che precederanno questa venuta del Purificatore. Loro lasceranno messaggi a quelli che sulla Terra ricordano le vecchie vie.”

“I messaggi saranno trovati nella pietra vivente, nei sacri campi di grano, e persino nelle acque. (sono stati trovati Crop Circles nel ghiaccio) Dal Purificatore verra’ rilasciata una grande Luce Rossa. Tutte le cose cambieranno nel loro modo di essere. A ogni cosa vivente sarà data la possibilità di cambiare dalla piu’ grande alla piu’ piccola.”

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I KACHINA E I LORO SCUDI VOLANTI UNA TRADIZIONE DEGLI INDIOS HOPI DELL’ARIZONA

gennaio 13, 2011

..Molti detentori di saggezza Hopi credono che la maggiore presenza di scudi volanti segnali la fine del Quarto Mondo, ossia della nostra epoca attuale..

Antiche macchine volanti fanno parte dall’Antichità delle tradizioni di molte culture, in tutto il mondo. Venerati testi indù come il Ramayana e il Mahabharata descrivono dirigibili Vamana, che dicono anche essere stati utilizzati per il combattimento. Tra i geroglifici sul muro di un tempio egizio di 3000 anni fa, ad Abydos, sono rappresentati quelli che sembrano essere moderni aeroplani ed elicotteri. Secondo alcuni, le incisioni su dischi di pietra che sarebbero stati trovati in grotte sul confine cinese-tibetano racconterebbero storie di un razza extraterrestre chiamati Dropa, il cui veicolo spaziale sarebbe caduto sulla Terra 12000 anni fa. Gli indios Hopi abitarono per oltre un migliaio d’anni su tre grandi Mesas, nel nord dell’Arizona. Anche le loro leggende fanno riferimento a veicoli aerei, forse provenienti da Orione.

Gli Hopi possono essersi stabiliti sulle tre Mesas principali in Arizona perché volevano riflettere la posizione delle stelle nella loro antica costellazione d’origine. (Cfr. The OrionZone di Gary A. David).

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UFO nel Giappone nell’anno 1803?

gennaio 13, 2011

Hyouryuukishuu: l’UFO nella Storia Giapponese

La Biblioteca Iwase Bunko è in possesso di un documento intitolato Hyouryuukishuu (“Diario e racconti dei naufraghi”), che è stato stampato nel corso del tardo periodo Edo (1603-1868). Il documento racconta le storie di marinai giapponesi che si trovarono in terre straniere dopo essersi persi in mare, così come stranieri naufraghi approdati sulle spiagge del Giappone. Per il popolo giapponese, che all’epoca viveva in un prolungato periodo di isolamento nazionale, questi racconti esotici devono essere sembrati molto fantastici. Ma oggi queste storie sono state ristudiate e tra queste storie vi è il racconto di una nave naufragata, con un aspetto molto misterioso. Secondo il documento, questa nave è spiaggiata a Harashagahama a Hitachi-no-kuni (l’attuale prefettura di Ibaraki). Il corpo della nave, descritta come 3,3 metri di altezza e 5,4 metri di larghezza, era stato costruito da materiale simile al colore del legno di sandalo rosso e ferro ed era dotato di finestre di vetro o cristallo. Personaggi misteriosi ed un alfabeto sconosciuto sono stati trovati in iscrizioni all’interno della nave. A bordo della nave alla deriva fu trovata  una donna giovane elegantemente vestita  con un viso pallido con sopracciglia e capelli rossi , fu  stimato essere tra i 18 ei 20 anni. Fu scritto che parlava una lingua sconosciuta, metallica , tanto che quelli che aveva incontrato non erano in grado di determinare da dove fosse venuta. Tra le sue braccia  stringeva una semplice cassa luminosa simil legno che sembrava essere di grande valore per lei, al punto da non permettere a nessuno di avvicinarvisi. Il documento mostra una porzione di testo che si trova all’interno della nave. Altri documenti del periodo Edo descrivono le varianti dettagliate  di questo misterioso incontro. Toen Shousetsu (1825), nel libro Kyokutei Bakin (che è più famoso per i suoi 106 volumi di epica samurai Nansou Satomi Hakkenden) racconta la storia dell’incontro stesso, riferendosi alla strana imbarcazione come il utsuro-fune (“nave lievitante vuota”). Un’altra variante di questo racconto appare in Ume no Chiri (1844), scritto da un autore relativamente sconosciuto chiamato Nagahashi Matajirou. ” Un’analisi approfondita di queste due varianti della storia si possono trovare in un articolo tradotto da Kazuo Tanaka intitolato “Incontro ravvicinato su una spiaggia giapponese nel 1803. Questo racconto è il secondo ufficiale che sta riscuotendo un interesse nazionale per i sui dettagli sul fenomeno ufo giapponese.

Sotto il particolare del “disco”

Sotto particolare della strana scrittura trovata all’interno del “disco”

Nota Redazione Centro Ufologico Taranto: il caso è stato riportato anche nello speciale UFO di “Voyager” andato in onda nei giorni scorsi. Il carattere sconosciuto, confrontandolo con gli ideogrammi dell’alfabeto giapponese (vista la loro similitudine), starebbe a significare “Io sono Dio e vengo col vascello di Dio“. Davvero inquietante.


INDIA: PITTURE RUPESTRI RAFFIGURANTI UFO E ALIENI RINVENUTE IN GROTTE PREISTORICHE

gennaio 13, 2011

Un gruppo di archeologi che ha collaborato con alcune tribù di montagna residenti in una remota zone dell’India, ha rinvenuto, in alcune grotte, incredibili disegni rupestri risalenti all’epoca preistorica che raffigurano presunti esseri alieni ed astronavi non identificate. Il fatto è avvenuto nel distretto di Hoshangabad (stato del Madhya Pradesh) a circa 70 chilometri dalla cittadina di Raisen. Le grotte finora sconosciute, erano situate in una fitta ed intricata giungla ed in alcune di esse gli esploratori hanno scoperto queste incredibili raffigurazioni: alieni in tuta spaziale accanto al classico disco volante, astronavi avvolte da splendenti aloni di energia o campi di forza ed oggetti riconducibili al “wormhole” (cunicoli spazio temporali) attraverso i quali gli alieni sembrerebbero passare per raggiungere il nostro pianeta.
Un archeologo locale, Wassim Khan, ha personalmente osservato i dipinti e sostiene che gli oggetti e le creature in essi raffigurate sono del tutto anomale e completamente diverse da quelle disegnate in altri dipinti scoperti precedentemente e raffiguranti la vita antica nella zona. Egli ritiene che queste pitture rappresentino una sorta di “contatto” avvenuto tra esseri di altri pianeti e uomini della preistoria, incontro che avrebbe in qualche modo influito in modo fondamentale sullo sviluppo della civiltà umana. Questa ipotesi si riallaccia a quella già postulata dalla “paleoastronautica” o paleoufologia, cioè quell’insieme di teorie, sviluppate a metà del Novecento, che ipotizzano il contatto preistorico tra razze aliene e le più antiche civiltà umane come quella dei Sumeri, degli Egizi e delle civiltà precolombiane.


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