La verità su Fukushima, il governo latita I giapponesi fanno da soli e partono dal web

ottobre 31, 2011

Associazioni spontanee hanno iniziato le rilevazioni radioattive in alcune zone di Tokyo. In 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività è simile ai livelli di di Chernobyl.

I giapponesi hanno deciso di fare da sé. A Tokyo, alcuni cittadini non più disposti ad aspettare le rassicurazioni di governo ed enti locali sui possibili effetti dell’incidente nucleare di Fukushima, hanno attivato via facebook un progetto per misurare autonomamente il livello di radioattività in alcune zone della città. I risultati ottenuti sono scioccanti: in 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività supera, e di molto, i 37mila becquerel al metro quadrato, il livello dei luoghi contaminati dal disastro di Chernobyl. Cifre allarmanti, che si uniscono a quelle ottenute da altri studi indipendenti condotti in questi mesi, secondo cui cesio radioattivo potenzialmente pericoloso può essersi spinto e accumulato in luoghi ben più distanti da Fukushima della stessa Tokyo. Ma soprattutto in aree che il governo nemmeno considera di controllare.

Leggi il seguito di questo post »


Buco dell’ozono in Antartide si espande: è il nono più grande di sempre

ottobre 21, 2011

Il buco dell’ozono al di sopra dell’Antartide, che normalmente si espande in ogni primavera dell’emisfero australe, ha raggiunto il suo picco massimo il 12 Settembre, raggiungendo un’estensione di 26 milioni di kmq. Una superficie che copre quindi l’intera Antartide, risultando estesa circa 14 milioni di kmq. L’ampiezza del buco dell’ozono è risultato così il nono più grande di sempre.

La NASA e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) continuano a monitorare mediante l’utilizzo di palloncini sonda e misure satellitari, i livelli di ozono e la presenza di sostanze inquinanti che contribuiscono alla distruzione dello stesso nella stratosfera.

Leggi il seguito di questo post »


La Cina sta affrontando il peggior incidente petrolifero della sua storia ma nessuno ne parla

ottobre 4, 2011

Sarà che i disastri ambientali che avvengono in Asia non interessano i media internazionali, visto come tacciono sugli effetti devastanti che in questi giorni uragani ed esondazioni stanno avendo su Giappone, Cina e paesi limitrofi. O ancora, visto come tacciono sugli oltre 700 incidenti che hanno dannosi per l’ambiente avvenuti in Cina dal 1998 ad oggi. O forse sarà che nel Paese della Lunga Marcia vige ancora una dittatura anacronistica, che blocca o rallenta la fuoriuscita di notizie scomode al di fuori dei confini nazionali.

Fatto sta che la Cina sta vivendo il peggiore disastro ecologico della sua storia e nessuno ne parla. Un disastro ecologico iniziato lo scorso 4 giugno 2011 nella Baia di Bohai, nella parte nord-orientale del Paese. Il giacimento è gestito dalla società texana ConocoPhillips ma ne è proprietario lo stato cinese, essendo controllato al 51% della China National Offshore Oil Corporation (CNOOC).

E ‘molto difficile sapere con esattezza quale sia l’entità della fuoriuscita. Tra l’altro, il petrolio non arriva del tutto in superficie poiché trattenuto dal cosiddetto “fango di perforazione“, una miscela di sostanze chimiche, argilla e acqua estremamente dannosa per l’ambiente e anch’essa rilasciata in maniera massiccia.

L’epicentro della catastrofe si trova a 80 Km al largo della costa, dunque non è di facile accesso. E questa lontananza gioca a favore di Cina e ConocoPhillips, rendendo difficili i sopralluoghi da parte di enti indipendenti e imparziali.

Leggi il seguito di questo post »


II tifone ha solo sfiorato Fukushima ma altra acqua si è accumulata nei sotterranei

settembre 23, 2011

Il temuto tifone Roke ha soltanto sfiorato Fukushima. Tredici fra morti e dispersi (che anno terribile per il Giappone) e varie devastazioni, ma la tempesta si è mostrata quasi clemente nei confronti della centrale nucleare.

L’unico danno segnalato dalla Tepco (la società proprietaria dell’impianto) riguarda una telecamera a circuito chiuso.

Fukushima è stata tuttavia investita da forti piogge. Altra acqua si è accumulata nei sotterranei. In attesa di poter ispezionare i reattori per capire dove è finito il corium, la gestione dell’acqua radioattiva è il maggiore problema della centrale nucleare.

Nei sutterranei di Fukushima si è accumulata l’acqua versata sui reattori in meltdown per raffreddarli: e siccome sono bucati, dopo l’uso è diventata molto radioattiva.

Leggi il seguito di questo post »


Nucleare: sono 8 le centrali francesi bocciate dall’Authority nazionale

settembre 19, 2011

L’allarme di una settimana fa nella centrale di Marcoule, nel sud della Francia, ha fatto tornare prepotentemente d’attualità  il dibattito sulla sicurezza degli impianti d’oltralpe. E il quadro che emerge dagli ultimi controlli dell’Autorité de sûreté nucléaire (ASN) è tutt’altro che rassicurante: sulla base delle esigenze di sicurezza aggiornate dopo la catastrofe di Fukushima, come resistenza a terremoti e inondazioni, quasi la metà delle centralifrancesi non ha passato l’esame.

Sono ben 8 gli impianti bocciati dalla Asn, sul totale di 19. Si tratta dei siti di Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban e Le Blayais. Fra le cose che non vanno, secondo l’ASN, ci sono la reazione ad alcune catastrofi naturali, all’interruzione dell’alimentazione elettrica con conseguente blocco delle fonti di raffreddamento e la gestione di alcune situazioni di emergenza.

Secondo quanto riferito dalla stampa francese, per risolvere questi problemi servirebbero circa 200 azioni correttive. Il direttore della sicurezza dei reattori (in Francia sono 58 quelli in attività),  Martial Jorel,  ha spiegato: “i rischi sismici non sono stati percepiti nel loro giusto valore in Francia, un Paese in cui i movimenti tellurici sono poco frequenti”.

  Leggi il seguito di questo post »


1945 – 1998: il nucleare che nessun referendum ha fermato

agosto 23, 2011

Tra il 1945 e il 1998 USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina hanno condotto test nucleari per un numero pari a 2053.

In testa alla classifica delle esplosioni nucleari troviamo gli Usa con 1032, seguono poi URSS con 715, Francia con 210, Gran Bretagna e Cina appaiate a 45.

[1] I test avvennero in cima a torri, su chiatte, sospesi a palloni aerostatici, sganciati da aerei, lanciati da razzi fino alla quota di 480 chilometri sulla superficie terrestre; sott’acqua a 60 metri di profondità; in pozzi e sotto terra, fino a più di 240 metri sotto il suolo e in tunnel orizzontali. Circa il 25% dei test fu realizzato nell’atmosfera. I 511 test atmosferici raggiunsero una potenza totale di 438 megatoni, pari a 29.000 bombe come quelle di Hiroshima. Più di metà del valore complessivo dei megatoni fu concentrato in un periodo di sedici mesi, da settembre 1961 al dicembre 1962.[..]

Leggi il seguito di questo post »


Marea nera in Scozia, ora la Shell è alle prese con una seconda falla

agosto 17, 2011

Marea nera al largo della Scozia, la sensazione di déjà-vu si intensifica. Il petrolio finito in mare è un’inezia rispetto alla tragedia del Golfo del Messico, ma – come in quell’occasione – col passare del tempo emergono nuovi problemi e le informazioni vengono praticamente tutte dalla Shell, la società proprietaria della piattaforma petrolifera offshore.

La novità di oggi è che si è accertata l’esistenza di una seconda falla da cui esce il petrolio. Poco petrolio, insiste la Shell.

La perdita di idrocarburi è diventata di dominio pubblico due giorni dopo l’inizio ed è stata presentata dalla Shell come un incidente trascurabile. Ieri la società ha ammesso che è invece “considerevole“, almeno rispetto al luogo in cui sta avvenendo.

Non ho trovato video del sorvolo (solo qualche fotogramma dalla Bbc, in fondo trovate il link) nè le immagini girate dal robot subacqueo che sta ispezionando il fondale.

Leggi il seguito di questo post »


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: