Dinosauri: non fu l’asteroide Baptistina a provocarne l’estinzione

settembre 28, 2011

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La teoria tradizionale vuole che i dinosauri si siano estinti 65 milioni di anni fa in seguito all’impatto di un asteroide sulla Terra, nel Golfo del Messico. Ci sono prove a conferma dell’evento. Tuttavia, oggi ci sono altre ipotesi che metterebbero in discussione tale teoria e potrebbero ‘scagionare’ l’asteroide come possibile indiziato dell’estinzione dei dinosauri.

È della Nasa lo studio basato sulle osservazioni effettuate dal satellite WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer) che, di fatto, scagionerebbe l’asteroide noto col nome Baptistina, colpevole di aver alterato l’equilibrio planetario e causato l’estinzione di massa dei dinosauri. Nuovi dati risultanti dalle analisi fatte sui resti del grande oggetto celeste rivelano che questo si sarebbe ridotto in una miriade di frammenti nell’impatto con un altro corpo.

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Un UFO sui fondali dell’oceano?

agosto 31, 2011

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Come di consueto, le storie riguardanti gli Ufo attirano reazioni contrastanti: chi è curioso ne è entusiasta; chi è scettico disillude quanti ci credono e si affretta a liquidare l’evento come privo d’interesse. Questa volta però la notizia giunge da una punta di diamante della ricerca oceanografica. Si tratta del ricercatore svedese Peter Lindberg. La sua scoperta ruota attorno al ritrovamento sul fondo dell’oceano di qualcosa molto simile ad un disco volante.

Il gruppo guidato da Lindberg era alla ricerca di un relitto secolare sul fondo oceanico, quando il sonar ha rilevato un oggetto misterioso le cui caratteristiche lo rendevano somigliante a qualcosa di extraterrestre.

L’oggetto è circolare. Prima caratteristica che lo rende paragonabile ad un Ufo. Lindberg spiega di averlo localizzato a 300 metri di profondità, sul fondale oceanico tra la Finlandia e la Svezia, precisamente nel Golfo di Bothnia.

L’insolito relitto ha una dimensione di 60 metri. Ma è la forma circolare che ha attirato principalmente la curiosità del ricercatore svedese. Inoltre, il sonar ha identificato anche alcuni solchi nel fondale marino, particolarità che sembra suggerire che l’oggetto possa essere stato trascinato, forse dalle correnti, fino al luogo in cui è stato ritrovato

Ad ogni modo, Lindberg non ha lasciato trapelare da subito la teoria dell’Ufo. Piuttosto si è riferito ad esso come ad una “nuova Stonehenge”. In effetti, non è la prima volta che ci si riferisce a rovine o strutture sommerse come a qualcosa di provenienza extraterrestre. Si pensi, per esempio, al famoso caso di “Bimini Road”, una formazione rocciosa situata nei Caraibi, precisamente alle Bahamas. L’intera struttura somiglia ad una strada. Molti teorici sostengono che i blocchi siano troppo perfetti per essere naturali; motivo principale per cui la formazione viene considerata come opera di una civiltà a noi sconosciuta o, addirittura, la prova evidente dei resti dell’antica città perduta di Atlantide. Anche i geologi hanno concordato sul fatto che i blocchi sono troppo precisi per essere naturali. Opinioni che rendono la scoperta ancora più inspiegabile.

Da quanto emerge, la scoperta di Lindberg nel Golfo di Bothnia è stata riportata dalla stampa internazionale come un ritrovamento extraterrestre. Il ricercatore, però, non si è esposto definitivamente. Ulteriori studi saranno necessari per capire meglio di cosa effettivamente si tratti, ma sono ricerche che richiedono tempo e, soprattutto, molti investimenti.

Forse il mistero è destinato a rimanere tale.

Federica Vitale

Fonte: nextme.it

Strana massa trovata nel fondale Baltico svedese

agosto 2, 2011

Un oggetto non identificato sarebbe stato messo in evidenza da una ricerca sonar effettuata il 19 Giugno 2011 nel fondale Baltico svedese: lo scrive tra gli altri Ben Radford nel portale MSNBC. In questo caso si dovrebbe parlare di USO che altro non sono che gli UFO sottomarini, in pratica grandi oggetti misteriosi che viaggiano sott’acqua  fuoriescono dall’acqua ad alte velocità o adagiandosi sul fondale marino.

Secondo il team di esplorazione oceanica guidata dal ricercatore svedese Peter Lindberg, il loro equipaggiamento sonar ha catturato qualcosa di strano, qualcosa che Lindberg non ha mai visto nei suoi diciotto anni di esperienza lavorando con gli ultrasuoni nelle grandi profondità marine.

La strana massa si trova a 300 metri di profondità e  ha un dimaetro di circa 60 metri. L’oggetto circolare si distingue dal paesaggio in maniera chiara. Che cos’è? Un’isola sommersa? un relitto di qualche nave?

Lindberg ha affermato di non credere all’ipotesi UFO, ma di essere propenso a ipotizzare una “nuova Stonehenge.” Ad ogni modo il caso resta aperto.

Fonte: ufoonline.it

Una sorprendente scoperta: nel cuore dell’Africa UNA METROPOLI DI 200.000 ANNI FA

luglio 25, 2011

Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti – o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell’umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!

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Scoperto in Messico un tunnel sotterraneo di 1.800 anni fa

aprile 10, 2011

Una scoperta straordinaria: un tunnel di almeno 1.800 anni fa è stato ritrovato sotto il tempio dei Serpenti, nel famoso sito archeologico preispanico di Teotihuacan, nel nord del Messico, uno dei più visitati del Paese.”Gli abitanti di Teotihuacan hanno probabilmente deposto all’interno i corpi dei loro governanti – spiega Sergio Gomez, archeologo, direttore della missione esplorativa – ma è solamente un’ipotesi. Non possiamo verificarla finchè non saremo riusciti a penetrare fino all’ultimo punto del tunnel”.L’ingresso del tunnel è stato scoperto a 14 metri di profondità per caso nel 2003, in seguito ad alcune piogge torrenziali. Dopo 6 anni sono iniziate le operazioni di ricerca. Grazie anche ad alcuni radar e scanner, gli archeologici hanno potuto localizzare la presenza di resti all’interno della galleria. Secondo gli esperti il tunnel è lungo più di 100 metri.


LA STELE MAYA CHE SMENTISCE LA FINE DEL MONDO

aprile 6, 2011
La nostra grande amica Anna Baraldi Holst, sorella del compianto Gabriele D’Annunzio Baraldi (a cui abbiamo dedicato un e-book l’anno scorso), dal Brasile ci mette al corrente di una notizia che non può che rallegrarci e che pian piano sta facendo il giro del mondo. Un paio di giorni fa, in Messico, a Villahermosa nello stato del Tabasco, è stata indetta una conferenza stampa nel corso della quale è stata mostrata al pubblico parte della stele Maya in pietra calcarea denominata “Monumento 6” (rinvenuta sulla collina di Tortuguero, a Macuspana, nel 1958) che, seppur incompleta, smentisce la data finora erroneamente interpretata come un annuncio di fine del mondo: il 23 dicembre 2012. L’antropologo e archeologo José Luis Romero, vice direttore dell’INAH (l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico), ha dichiarato al riguardo che “in quel poco che possiamo vedere, in ogni lato della stele, è impressa la data del 23 dicembre 2012, in cui si prevede l’arrivo di un signore del cielo, in coincidenza con la chiusura di un numero di cicli”. La data incisa sulla pietra, come ha ribadito Romero, rimanda a Bactum XIII, che corrisponde all’inizio di una nuova era e non certamente, come finora supposto, alla fine del mondo. Juan Antonio Ferrer Aguilar, referente locale dell’INAH, ha aggiunto che il contenuto delle iscrizioni si riferisce alla battaglia combattuta da Balam Ahau nel VII secolo d.C. e ad altre date importanti del suo periodo di governo: il 23 dicembre 2012 è da intendere come data del declino del dio maya “dei nove passaggi“ Bolom Yokte, associato alla creazione dell’universo, annunciante una nuova era. La stele si compone di sette parti: quattro verranno esposte il prossimo anno al Museo Regionale di Antropologia Carlos Pellicer (chiuso al pubblico per restauri in seguito ai danni provocati nel 2007 dall’allagamento derivante dallo straripamento del fiume Grijalva) mentre risultano mancanti tre pezzi: uno è al Metropolitan Museum di New York mentre gli altri due appartengono a una collezione privata americana.

Simone Barcelli – Fonte: simonebarcelli.org “Tracce d’Eternità”


Atlantide: ritrovata la leggendaria città scompasa. Fu sommersa da uno tsunami

marzo 17, 2011

Atlantide

Secondo una ricerca effettuata da un team di studiosi americani, la leggendaria città di Atlantide, che ha ispirato centinaia di storie e romanzi (lo stesso Platone ne parlò più di 2.600 anni fa), potrebbe essere stata sommersa e distrutta da uno tsunami improvviso avvenuto migliaia di anni fa, nel Sud della Spagna.

Questo è il potere dello tsunami” – ha commentato Richard Freund, professore all’Università di Hartford, nel Connecticut, che ha guidato un team internazionale di ricerca sulla famosa città – È molto difficile capire e ricostruire ciò che è stato distrutto a 60 miglia di profondità ed è già tanto che ne stiamo parlando”.

Ma come è iniziata la ricerca?
Per cercare di svelare l’antico mistero della città scomparsa, i ricercatori esperti hanno cominciato ad analizzare una foto satellitare e grazie a questa sono riusciti ad individuare un sito a nord di Cadiz, in Spagna. Poi, immersi nelle acqua del Parco naturale di Dona Ana, sono giunti a definire con esattezza il luogo preciso in cui si trova Atlantide, che a quanto pare è una città strutturata ad anelli concentrici.

Da quel momento, il team di archeologi (tra il 2009 e il 2010) ha iniziato a monitorare il sito utilizzando un potente radar, una mappa digitale e sofisticate attrezzature in grado di funzionare sott’acqua.

La tesi della scoperta di Atlantide è stata avallata – come ha detto lo stesso Freund – anche da una serie di
città-monumento, che sono state costruite ad immagine e somiglianza di Atlantide, dopo la distruzione della città, da gruppi di rifugiati scampati al violento tsunami.

Ma non è tutto, perché ad avvalorare la scoperta degli scienziati americani c’è anche un altro interessante dato: in quella regione spagnola le onde anomale sono state molto frequenti per secoli e l’ultima risale al novembre del 1755.
A questo punto, lo tsunami spiegherebbe la sparizione repentina della città di Atlantide, che – come hanno sempre raccontato le storie e i trattati sull’argomento – è stata improvvisamente sommersa dall’acqua.

Questa nuova incredibile scoperta sarà raccontata nello speciale “Alla scoperta di Atlantide”, in onda domenica prossima sul canale americano della National Geographic.

Verdiana Amorosi da: greenme.it

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