Tempesta magnetica in arrivo sulla Terra

agosto 11, 2011

Giorni turbolenti per il Sole, sulla cui “superficie” si sono registrate diverse eruzioni in pochi giorni. E altre sono previste nei prossimi mesi, anche se questo non basta a giustificare gli annunci di probabili problemi nelle telecomunicazioni diffusi di recente. Le previsioni si basano soprattutto su dati statistici la cui interpretazione non può portare a conclusioni certe. Eppure, per alcuni ricercatori il Sole sta attraversando un ciclo che, per quanto non sia tra i più intensi, potrebbe essere analogo a quello registrato alla metà del diciannovesimo secolo, noto oggi come ciclo di Carrington, dal nome dell’astronomo che studiò il fenomeno.

Quel ciclo solare passò alla storia per gli effetti registrati sulla Terra. In particolare, nel settembre del 1859 si verificò una tempesta solare che mise fuori uso i telegrafi e provocò la comparsa di aurore visibili sino alle Hawaii. Oggi che viviamo nell’epoca delle telecomunicazioni, le conseguenze di una tempesta di quel livello potrebbero essere alquanto pesanti in termini economici. Satelliti, sistemi GPS e centrali elettriche potrebbero subire danni o disturbi di varia entità, e nei casi peggiori le riparazioni potrebbero richiedere settimane. Secondo un report del 2008 redatto dalla National Academy of Sciences, il danno a livello economico sarebbe equivalente a quello di 20 uragani Katrina. Anche per questo, negli ultimi tempi è aumentato l’interesse per quei settori della ricerca che si occupano delle previsioni solari. La NASA già da tempo sta sviluppando modelli al computer che simulano l’evoluzione di queste tempeste e stabiliscono i possibili danni.

Tuttavia, non possiamo sapere se e quando ci sarà un nuovo ciclo di Carrington. “L’attività solare di questi mesi non ha fornito alcun elemento per ritenere che siamo prossimi a un nuovo ciclo di quel tipo”, commenta infatti Mauro Messerotti dell’ INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste. “Inoltre, va ricordato che ancora non abbiamo sviluppato una modellistica abbastanza precisa che riesca a prevedere l’andamento esatto dei cicli solari: non a caso, gran parte delle previsioni fatte finora si sono rivelate inesatte”. Ecco perché affermare che sta per arrivare un nuovo ciclo di Carrington è come giocare al Superenalotto e dire con certezza di aver vinto ancor prima che avvenga l’estrazione.

Fonte: media.inaf.it

(Ultim’ora)

Una tempesta magnetica è in arrivo sulla Terra dopo che il Sole è tornato in questi giorni in una fase di intensa attività. Una delle tre  macchie solari comparse negli ultimi giorni ha infatti provocato una violenta eruzione che al momento non ha colpito la Terra direttamente. Tuttavia, secondo gli esperti dell’osservatorio della Nasa Sdo (Solar Dynamics Observatory) un secondo sciame di particelle liberato dalla stessa eruzione si starebbe dirigendo verso la Terra e potrebbe provocare nei prossimi giorni danni ai satelliti che si trovano in orbita alta. Le radiazioni potrebbero inoltre provocare problemi nelle telecomunicazioni.
La macchia solare all’origine di questa potentissima eruzione, considerata la più violenta dell’attuale ciclo solare, è indicata dagli esperti con il numero 1263 e l’eruzione che ha provocato rientra nella classe X, alla quale appartengono i fenomeni più intensi e rischiosi per satelliti e comunicazioni.
Impossibile al momento, secondo gli esperti, fare previsioni relative ai possibili rischi. Una risposta in questo senso si potrà avere soltanto dopo l’11 agosto.

Fonte: ansa.it
Annunci

Sole: vista “palla di fuoco” grande come la Terra

maggio 12, 2011

alt

Un astronomo dilettante olandese ha fotografato pochi giorni fa una “palla di fuoco” che si è, apparentemente, staccata dal Sole. Il suo nome è Jam Timmermans ed è originario di Valkenswaard.

L’appassionato di stelle ha un sito “ad hoc” dove raccoglie, giornalmente, le immagini che lui scatta del Sole. Monitornando costantemente le espulsioni di massa coronale con le sue protuberanze, Timmermans ha fatto una interessante scoperta.

All’alba del giorno 2 maggio 2011 e guardando le foto del bordo sud-occidentale del disco solare, Timmermans scopre la presenza di una “palla di fuoco” che si è staccata – apparentemente – dal Sole.

Timmermans afferma: “provate ad immaginare una palla di fuoco, dalle dimensioni della Terra, gettata in alto nei cieli solari. Sono rimasto molto sorpreso“.

L’astronomo dilettante non ha, però, determinato il destino di questa “palla di fuoco”: se la palla è scesa sul Sole a causa delle sue protuberanze oppure è volata via con l’espulsione del plasma coronale.

Le foto scattate il giorno 1 e 3 maggio 2011 non hanno mostrato la presenza di questa “palla di fuoco” dalle dimensioni terrestri.

Ma la notizia si è ingigantita, tanto che alcuni hanno affermato che quella “palla di fuoco” sia da ricondurre ad una astronave di “una civiltà extraterrestre”. Ma Timmermans non conferma questa ultima ipotesi per mancanza di prove, dice soltanto che ha “una forma strana“.

Traduzione ed adattamento a cura di Antonio De Comite

Fonte

Sotto le foto scattate il giorno 1, 2 e 3 maggio 2011 riguardanti il Sole. La misteriosa “palla di fuoco” si trova nella immagine del 2 maggio 2011

alt

Sopra immagine del giorno 1 maggio 2011

alt

Sopra immagine del giorno 2 maggio 2011

alt

Sopra immagine del giorno 3 maggio 2011

Fonte: centroufologicoionico.com

La Cina nel mirino dell’ultima eruzione solare

febbraio 18, 2011

Una potente eruzione solare ha innescato un’enorme tempesta elettromagnetica che ha gia’ disturbato le comunicazioni via radio in Cina e potrebbe interrompere le comunicazioni elettriche, radio e satellitari nelle prossime ore. Gli astronomi di tutto il mondo stanno seguendo con grande attenzione il fenomeno, il piu’ potente visto negli ultimi quattro anni, che ha gia’ interrotto le comunicazioni radio su onda corta in Cina.

L’esplosione sulla superficie del sole e’ avvenuta alle 02:56 di martedi’, secondo la Nasa e ha causato distorsioni nella ionosfera terrestre sopra la Cina. Le tempeste geomagnetiche di solito durano 24/48 ore, ma alcune durano piu’ a lungo. Le eruzioni solari sono violente esplosioni nella fotosfera del sole, l’equivalente di milioni di bombe all’idrogeno insieme, causate da forte attivita’ magnetica e che emettono grandi quantita’ di radiazioni, magari investendo anche la Terra. Secondo gli esperti, potranno subire variazioni le comunicazioni terra-aria, mare-terra, le trasmissioni ad onda corta e quelle dei radioamatori.

Fonte


REGISTRATA LA PIU’ INTENSA ERUZIONE SOLARE DEGLI ULTIMI 4 ANNI

febbraio 17, 2011

eruzione_solÈ stata immortalata dall’Sdo della Nasa la più violenta eruzione solare degli ultimi quattro anni. Già dalla scorsa estate l’attività solare aveva ripreso vigore. E la notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso, è stata avvistata dal Solar Dynamics Observatory un’intensa radiazione diretta verso la Terra. A riferirlo sono stati gli esperti della Nasa, secondo i quali si tratta della prima eruzione del nuovo ciclo solare. Ciò che l’Sdo ha registrato è stato anche un grande fascio di raggi ultravioletti, in movimento verso il nostro pianeta, insieme ad una grande esplosione nella corona. Si tratta di fenomeni considerati di routine, che non costituiscono un pericolo per noi, ma potrebber causare qualche problema agli abitanti della Stazione Spaziale Internazionale. “Al momento c’è solo la notifica della Nasa, ma non si registra nessun problema“, ha commentato Simonetta Di Pippo, responsabile del Direttorato per il Volo umano dell’Esa. L’unica conseguenza in qualche modo attesa sarà un’alterazione dei segnali di Gps e satelliti, provocati dallo scontro tra il vento solare e il campo magnetico terrestre. In compenso, però, si potranno ammirare meravigliose aurore polari e boreali.

Fonte: http://www.nextme.it

Le nuove immagini dalla missione Stereo

febbraio 7, 2011

Per la prima volta siamo in grado di vedere simultaneamente l’intera superficie del Sole e della sua atmosfera. La NASA ha diffuso oggi le immagini raccolte dalle due sonde del Solar Terrestrial Relations Observatory (Stereo) che, mandate in orbita quattro anni fa, adesso si trovano sui lati opposti del Sole e con continuità trasmettono le immagini di entrambe le superfici.

«È un grande momento per la fisica solare: la missione Stereo ha rivelato che il Sole è davvero una sfera di plasma incandescente e intessuta di intricati campi magnetici», ha detto Angelos Vourlidas, del gruppo di ricerca collegato alla missione Stereo. In passato non era possibile in alcun modo accorgersi in tempo dell’arrivo di una tempesta solare perché i primi segni di turbolenza potevano avere inizio nella parte del Sole in quel momento nascosta. Ora invece è possibile osservare l’attività del Sole a 360 gradi e capire se la sua attività è globale, con eruzioni che avvengono contemporaneamente sull’intera superficie solare, alimentandosi e rafforzandosi a vicenda.

Le nuove immagini aiuteranno gli scienziati a capire meglio il funzionamento dell’attività solare, in particolare delle violente eruzioni che si verificano sulla corona — la parte più esterna dell’atmosfera solare — e che sono in grado di inviare verso la Terra particelle di materia che possono raggiungere una velocità di milioni di km/h, rischiando di danneggiare i satelliti e disturbare le telecomunicazioni. «Non puoi guardare soltanto una parte del Sole e sperare di capire come funziona», ha spiegato Richard Harrison, un altro degli scienziati che hanno seguito la missione.

Fonte: ufoonline.it

EVIDENZE CONTROINTUITIVE SUL CLIMA: SORPRESE DAL SOLE

gennaio 11, 2011

L’attività del Sole potrebbe avere effetti inaspettati sul clima del pianeta. Lo avevamo già detto qui: “Le macchie solari, collegate all’attività solare – ha spiegato Alessandro Bemporad, ricercatore dell’INAF-OA di Torino, eletto nel 2009 “Fisico solare dell’anno” – aumentano e diminuiscono ciclicamente, senza che ci sia una diretta corrispondenza con le variazioni della temperatura terrestre”.

Recenti osservazioni mostrano addirittura che una diminuzione della quantità complessiva di radiazioni provenienti dal Sole non sempre corrisponde a un calo delle temperature sulla Terra. In particolare, secondo uno studio pubblicato questa settimana su Nature, tra il 2004 e il 2007 l’attività della nostra stella è andata scemando (come avviene normalmente nella fase calante di ogni ciclo solare di 11 anni). Contrariamente alle aspettative, questo sembrerebbe aver riscaldato la Terra anziché raffreddarla. L’energia che ha raggiunto il pianeta alle lunghezze d’onda della luce visibile sarebbe infatti aumentata, in corrispondenza della diminuzione dell’attività solare.

I ricercatori dell’Imperial College di Londra e della University of Colorado ritengono che sia plausibile anche il viceversa: ovvero, che il Sole tenda a raffreddare la Terra nei periodi di maggior intensità. E poiché nell’ultimo secolo l’attività del Sole è andata aumentando, questo significherebbe che in realtà avrebbe mitigato il riscaldamento globale, e non contribuito ad ingigantire il problema.

Si tratta di risultati che potrebbero stravolgere le nostre conoscenze sugli effetti del Sole sul clima. Gli stessi autori preferiscono usare molta cautela, prima di giungere a conclusioni affrettate e categoriche. “Non possiamo salatare alle conclusioni sulla base di quello che abbiamo registrato in un periodo relativamente breve. Abbiamo bisogno di condurre altri studi per esplorare l’attività del Sole e su scale temporali più lunghe”, ha precisato Joanna Haigh, prima firma dell’articolo su Nature, direttore del Dipartimento di Fisica e membro del Grantham Institute for Climate Change dell’Imperial College London. “Se poi ulteriori studi dovessero confermare lo stesso pattern, questo suggerirebbe che potremmo aver sovrastimanto il ruolo del Sole sul riscaldameto globale, anziché averlo sottostimato”.

Fonte: http://www.media.inaf.it


Nasa, una missione sul Sole. “Mai andati così vicino”

gennaio 11, 2011

Mai prima d’ora una missione si era avvicinata tanto al Sole. Solar Probe Plus è il nome della spedizione Nasa, parte integrante del progetto dal nome Living with a Star Program, che si propone di scoprire nel dettaglio gli aspetti finora sconosciuti che il Sole ci nasconde e che influenzano in modo considerevole lo spazio intorno al nostro pianeta Terra.
La missione dell’agenzia spaziale statunitense si spingerà a 6.4 milioni di chilometri dalla superficie solare, vicino alla sua corona, ossia quella regione che nessuna navicella o nessun pannello solare in precedenza aveva mai raggiunto. Dapprima Solar Probe Plus graviterà attorno a Venere per una serie di giri che gli consentiranno di raggiungere la propulsione necessaria per spingersi verso il Sole.
La struttura della navicella è molto particolare e include tutte le caratteristiche necessarie per avvicinarsi a temperature decisamente proibitive. Equipaggiata di pannelli solari che la rivestiranno per formare una struttura protettiva dal calore solare, la navicella utilizzerà, convertendole, queste alte temperature come energia per spingersi verso il Sole stesso. L’intelaiatura di fibra di carbonio la rivestirà per tutelarla da condizioni termiche fino a 1.400 gradi Celsius e dalle intense radiazioni alle quali sarà esposta.
Due le domande alle quali la Nasa vuole dare una risposta: perché l’atmosfera del Sole è più calda della superficie stessa? E cosa genera i venti solari?
Il direttore della Nasa’s Heliophysics Division di Washington, Dick Fisher, è alla guida di questi studi ormai da anni ed è fiducioso che Probe possa aiutare le missioni future che avranno come obiettivo quello di individuare e qualificare le radiazioni circostanti la corona solare.

Fonte: nextme.it


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: