La verità su Fukushima, il governo latita I giapponesi fanno da soli e partono dal web

ottobre 31, 2011

Associazioni spontanee hanno iniziato le rilevazioni radioattive in alcune zone di Tokyo. In 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività è simile ai livelli di di Chernobyl.

I giapponesi hanno deciso di fare da sé. A Tokyo, alcuni cittadini non più disposti ad aspettare le rassicurazioni di governo ed enti locali sui possibili effetti dell’incidente nucleare di Fukushima, hanno attivato via facebook un progetto per misurare autonomamente il livello di radioattività in alcune zone della città. I risultati ottenuti sono scioccanti: in 22 aree della capitale (su 132 esaminate) la radioattività supera, e di molto, i 37mila becquerel al metro quadrato, il livello dei luoghi contaminati dal disastro di Chernobyl. Cifre allarmanti, che si uniscono a quelle ottenute da altri studi indipendenti condotti in questi mesi, secondo cui cesio radioattivo potenzialmente pericoloso può essersi spinto e accumulato in luoghi ben più distanti da Fukushima della stessa Tokyo. Ma soprattutto in aree che il governo nemmeno considera di controllare.

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La fine degli alleati dell’Occidente, da Bin Laden a Gheddafi

ottobre 21, 2011

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E’ morto un altro alleato dell’Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall’Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici. Riforniva di petrolio l’Europa. Era un dittatore amico. Napolitano gli strinse la mano alcuni mesi fa e Berlusconi addirittura gliela baciò e con l’Italia sottoscrisse un trattato di pace. Riforniva con il suo petrolio l’Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. La Libia è stata attaccata dagli aerei francesi e dai tomahawk americani, bombardata per mesi. Senza l’intervento della Nato, che ha operato fuori dal mandato dell’ONU, i ribelli non avrebbero potuto nulla. Chi li ha armati? In un Paese sotto il controllo di una dittatura da 42 anni è plausibile che i fucili mitragliatori e i blindati siano nati sotto i cavoli?

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Dieci anni di Afghanistan, morti e distruzioni per proteggere i papaveri?

ottobre 5, 2011

afghanistan10 e1317799829658 Dieci anni di Afghanistan, morti e distruzioni per proteggere i papaveri?Dieci anni fa. In questa settimana del 2001, le forze armate americane invadevano il territorio afghano dando inizio a una lunga e sanguinosa guerra che tutt’ora non riesce a conoscere la parola fine. Secondo l’amministrazione Bush inizia tutto per sradicare i terroristi rinchiusi in Afghanistan dopo l’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre. Mentre, secondo il parere degli gli oppositori, è una questione tutta economica e di potere. Nelle loro interpretazioni ci sono più o meno sfumature ma la questione centrale sarebbero le ricchezze. C’è chi crede in una operazione pianificata prima degli attacchi a New York e Washington, chi allo scopo americano di avere una presenza militare in un’area strategica vista la vicinanza con la Cina, Iran, Pakistan, India ed ex repubbliche sovietiche.

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Palestina, “Vogliamo essere il 194esimo stato dell’ONU”

settembre 23, 2011

In vista del discorso all’ONU nel quale il presidente Abu Mazen chiederà il riconoscimento della Palestina come Stato membro, la società civile si è data appuntamento per le strade di Ramallah. I palestinesi aspettano da anni questo momento. Che se per qualcuno è il colpo di coda di una classe dirigente che non ha saputo portare avanti i negoziati di pace, mentre per altri rappresenta l’inizio di una nuova fase. Nelle piazze di Ramallah si mescolano i pregiudizi e le speranze, rappresentate soprattutto dai giovani che sono il 40 per cento della popolazione.

di Cosimo Caridi (ilfattoquotidiano.it)

Nucleare: sono 8 le centrali francesi bocciate dall’Authority nazionale

settembre 19, 2011

L’allarme di una settimana fa nella centrale di Marcoule, nel sud della Francia, ha fatto tornare prepotentemente d’attualità  il dibattito sulla sicurezza degli impianti d’oltralpe. E il quadro che emerge dagli ultimi controlli dell’Autorité de sûreté nucléaire (ASN) è tutt’altro che rassicurante: sulla base delle esigenze di sicurezza aggiornate dopo la catastrofe di Fukushima, come resistenza a terremoti e inondazioni, quasi la metà delle centralifrancesi non ha passato l’esame.

Sono ben 8 gli impianti bocciati dalla Asn, sul totale di 19. Si tratta dei siti di Golfech, Civaux, Cattenom, Flamanville, Penly, Gravelines, Saint-Alban e Le Blayais. Fra le cose che non vanno, secondo l’ASN, ci sono la reazione ad alcune catastrofi naturali, all’interruzione dell’alimentazione elettrica con conseguente blocco delle fonti di raffreddamento e la gestione di alcune situazioni di emergenza.

Secondo quanto riferito dalla stampa francese, per risolvere questi problemi servirebbero circa 200 azioni correttive. Il direttore della sicurezza dei reattori (in Francia sono 58 quelli in attività),  Martial Jorel,  ha spiegato: “i rischi sismici non sono stati percepiti nel loro giusto valore in Francia, un Paese in cui i movimenti tellurici sono poco frequenti”.

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Gli italiani dimenticati della Savina Caylyn

settembre 17, 2011

Dall’8 febbraio 2011 la motocisterna Savina Caylyn è in mano ai pirati somali nell’oceano Indiano. A bordo ci sono 5 italiani e 17 indiani. Vivono in condizioni estreme e sono sottoposti a torture. I delinquenti che li tengono prigionieri hanno chiesto un riscatto agli armatori, i fratelli D’Amato, per ora senza esito. Lo Stato italiano non è riuscito a far nulla, né per vie diplomatiche, né per vie militari e si rifiuta di pagare alcun riscatto. Il padre di uno dei marinai a bordo della Savina Caylyn ha ricevuto una telefonata disperata dal figlio che, in sostanza, preannuncia la sua prossima morte. Dove sono la Farnesina e il ministero della Difesa. Chi può si attivi al più presto.

Intervista a Adriano Bon, padre di Eugenio:

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Breve sintesi sulla Rivoluzione silenziosa in Islanda

settembre 7, 2011

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