La fine degli alleati dell’Occidente, da Bin Laden a Gheddafi

ottobre 21, 2011

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E’ morto un altro alleato dell’Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall’Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici. Riforniva di petrolio l’Europa. Era un dittatore amico. Napolitano gli strinse la mano alcuni mesi fa e Berlusconi addirittura gliela baciò e con l’Italia sottoscrisse un trattato di pace. Riforniva con il suo petrolio l’Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. La Libia è stata attaccata dagli aerei francesi e dai tomahawk americani, bombardata per mesi. Senza l’intervento della Nato, che ha operato fuori dal mandato dell’ONU, i ribelli non avrebbero potuto nulla. Chi li ha armati? In un Paese sotto il controllo di una dittatura da 42 anni è plausibile che i fucili mitragliatori e i blindati siano nati sotto i cavoli?

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A Cosa Serve Internet – Claudio Messora

ottobre 21, 2011

Qualcuno ha detto che Internet sia la più grande invenzione dopo quella di Gutenberg , avvenuta oltre 500 anni fa. In realtà, la Rete più che altro ha inciso sulle carte geografiche. Ha reso piatta la Terra. Ha avvicinato popoli e città. Ha costruito interminabili ponti che possono essere attraversati alla velocità della luce. Per questo, Internet è molto più simile alla scoperta e alla commercializzazione dell’energia elettrica, che anche lei, aveva accelerato pensieri e idee, allungando le ore di lavoro grazie all’illuminazione, permettendo l’edificazione di altissimi grattacieli grazie alla costruzione di potenti, infaticabili ascensori, alimentando motori elettrici che hanno velocizzato la produttività delle industrie, accendendo le radio e le televisioni. Internet non è una cosa e non è un luogo. E’ un fattore di moltiplicazione. E’ pensiero puro, fissato nel tempo come pitture rupestri e trasmesso istantaneamente alla velocità della luce. Internet è l’aggiunta della telepatia ai sensi dell’uomo, è il teletrasporto dell’intelligenza, è un cantiere dove ognuno aggiunge e sposta incessantemente il suo mattoncino. E poi lo lascia lì, a disposizione degli altri.

Fonte: beppegrillo.it

Fusione fredda: l’E-cat funziona! I risultati del nuovo test

ottobre 10, 2011

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La fusione nucleare a freddo è realtà? A quanto pare sì perché l’E-cat, non è una bufala, ma funziona! Almeno stando all’ultimo test effettuato nuovamente a Bologna per verificare se il tanto discusso prototipo di reattore messo a punto dall’ingener Rossi e dal fisico Focardi –  l’Energy Catalyzer  – produce veramente più energia di quanta ne consumi.

Davanti agli occhi di un ristretto e selezionato gruppo di scienziati, addetti commerciali e giornalisti, in un capannone nella periferia industriale di Bologna, nello stesso luogo dove era stato mostrato al mondo per la prima volta, lo scorso 6 ottobre è stato effettuato un altro test privato sulla fusione fredda durato oltre 10 ore. In questo lasso di tempo l’E-cat avrebbe prodotto, stando ai suoi  ideatori, una quantità di energia in grado di “alimentare per diverse ore uno stabile di tre appartamentiad un costo praticamente nullo visto che ha impiegato per la reazione solo un grammo di idrogeno. E per la prima volta il misterioso apparecchio che tanto ha fatto parlare di sé, è stato aperto e diffuso il video in anteprima  da Radio RCD.

Nel video rilasciato da Radio RcD viene presentata la cronca della giornata commentata direttamente da Andrea Rossi con tanto di interviste a Focardi, Peterson e al Prof. Stremmenos. “Difficile dire con totale certezza cosa sia effettivamente avvenuto: gli scienziati presenti erano comprensibilmente “abbottonati”. Tuttavia si avvertiva nei presenti  una certa (a volte inconfessabile)  percezione di star assistendo a qualcosa di reale. I dati che è stato possibile raccogliere dimostrerebbero che in regime di autosostentamento vi è una produzione di energia, non enorme, ma concreta, costante e ampiamente misurabile. A rendere sempre incerta la questione c’è la riservatezza e il limite alla visibilità dei principi di funzionamento dell’apparato posti dall’ing. Andrea Rossi, che ha in corso una pratica di brevetto e vuole preservare il segreto industriale per una futura commercializzazione di questi apparecchi”, si può leggere nell’articolo.

Oltre ai giornalisti di Radio RCD per l’Italia erano presenti i corrispondenti di Focus e Radio 24, mentre per la Svezia Ny Teknik il cui inviato Mats Lewan ha pubblicato il primo report in assoluto che ha fatto il giro del mondo in questo week end , tradotto anche sul  Blog italiano “22passi”. E’ proprio il blogger italiano di 22 passi Daniele Passerini ad aver informato in tempo reale i suoi “followers” via Twitter.

Tra i ricercatori presenti, invece, il chimico Roland Pettersson,  professore associato presso l’Università di Uppsala e collega del prof.  Kullander che ha pubblicato nel corso dell’anno un report sull’E-cat “Sono convinto che funzioni, ma c’è ancora spazio per ulteriori misure”, ha dichiarato Pettersson a Ny Teknik dopo il test.

Come nei test passati, l’avvio è stato ottenuto scaldando l’E-cat con una resistenza elettrica per circa 4 ore in modo tale da raggiungere una stabilità sufficiente. Questa volta però, al contrario del passato,  “è stato possibile aggirare il controverso calcolo dell’energia in base alla vaporizzazione immettendo il vapore dal catalizzatore di energia in uno scambiatore di calore, dove veniva riscaldato un flusso d’acqua”.

A questo punto è stata tolta l’alimentazione alla resistenza e il reattore ha funzionato autoalimentandosi per circa tre ore e mezza / 4 ore senza che si riscontrasse alcun calo nella resa e producendo, stimato per difetto, un’energia compresa tra i due e i tre kW.

L’E-cat, una minicentrale domestica da 1 MW, dunque, è rimasto in auto sostentamento dalle 15:00 alle 19:00 e spento toltamente alle 22:00. Un tempo forse troppo limitato per convincere i più scettici, ma che è servito per far salire l’entusiasmo e puntare l’attenzione su questo prototipo che promette di rivoluzionare il mondo.

A breve non sono previsti ulteriori esperimenti, anzi Rossi rilancia affermando che “fra qualche mese il prodotto sarà sul mercato, e il test migliore lo faranno i clienti: se non funziona, lo restituiranno.” La nuova era dell’energia ha inizio?

Simona Falasca

Fonte: greenme.it

Vi spiego cos’è il default

settembre 28, 2011
Fonte:

Beppe Grillo: il bunker

settembre 18, 2011

Quando finisce un’era chi vi è dentro può ritenere di essere alla fine dei tempi e rifiutare l’evento oppure guardare oltre. E’ evidente che il modello capitalista basato sul profitto senza limiti, sulla crescita e sul consumo del pianeta è fallito da tempo, anche se i governi non lo vogliono riconoscere. La guerra del petrolio iniziata almeno con la prima invasione dell’Iraq di Bush padre e proseguita fino ad ad oggi con l’occupazione dell’Afghanistan e l’aggressione alla Libia è solo il più evidente dei sintomi della nostra autodistruzione. Il modello basato sulla mobilità individuale e sui trasporti mondiali delle merci, le pere cilene in Gran Bretagna o i pomodori cinesi in Italia non ha alcuna motivazione logica, né economica. Nessuno si ferma per chiedersi: “Ha senso la crescita? E cosa significa esattamente?“. La crescita è un nuovo tabù, un moloch moderno adorato come un tempo Giove o Apollo, con i suoi moderni sacerdoti: il FMI, il WTO, la BCE e i suoi templi: i palazzi delle Borse, le mestose sedi delle banche (le nuove chiese) nei centri delle città. Siamo così permeati dal mito della crescita che lo diamo per scontato, per ineluttabile e lo viviamo come atto di fede.

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Gli italiani dimenticati della Savina Caylyn

settembre 17, 2011

Dall’8 febbraio 2011 la motocisterna Savina Caylyn è in mano ai pirati somali nell’oceano Indiano. A bordo ci sono 5 italiani e 17 indiani. Vivono in condizioni estreme e sono sottoposti a torture. I delinquenti che li tengono prigionieri hanno chiesto un riscatto agli armatori, i fratelli D’Amato, per ora senza esito. Lo Stato italiano non è riuscito a far nulla, né per vie diplomatiche, né per vie militari e si rifiuta di pagare alcun riscatto. Il padre di uno dei marinai a bordo della Savina Caylyn ha ricevuto una telefonata disperata dal figlio che, in sostanza, preannuncia la sua prossima morte. Dove sono la Farnesina e il ministero della Difesa. Chi può si attivi al più presto.

Intervista a Adriano Bon, padre di Eugenio:

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Default morbido, quasi morbido, praticamente in mutande

agosto 5, 2011

Il default quando arriva, arriva. E poi? Cosa succederà? Immaginiamo tre scenari: “default morbido“, “quasi morbido“, “praticamente in mutande“. Il default morbido prevede un prelievo dai conti correnti (stile Amato), un aumento generalizzato delle imposte indirette, la reintroduzione dell’ICI, l’innalzamento dell’età pensionistica, il blocco di ogni turn over delle assunzioni nella pubblica amministrazione, aumento delle tasse locali, dei trasporti, dell’acqua,dell’elettricità e del gas. Il default morbido è però improbabile con un debito pubblico maggiore di 1.900 miliardi e le banche che non valgono un soldo bucato con in pancia 220 miliardi di titoli di Stato, 85 miliardi di sofferenze e un immenso patrimonio immobiliare che prima o poi andrà svalutato. Per piazzare sul mercato i nostri titoli Tremorti deve riconoscere sempre maggiori interessi. Nel 2011 ne dovremo pagare tra gli 80 e i 90 miliardi. Forse aumentare gli interessi non basta più. L’asta pubblica dei titoli di Stato di metà agosto è stata annullata per il timore che andasse deserta.

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