Tempi duri per il Vaticano

gennaio 13, 2011
Scientific American ha recentemente pubblicato un articolo sulla ricerca di lune extrasolari abitabili.
Negli ultimi anni il numero di esopianeti scoperti ha raggiunto il ragguardevole numero di alcune centinaia e, sostiene la Prof.ssa Sara Segaer del MIT (Massachussets Institute of Technology), scoprire lune abitabili  “è solo questione di tempo“.
Molti degli esopianeti identificati ad oggi sono di dimensioni importanti e molto simili ai pianeti Giove e Saturno, giganti gassosi privi di qualsiasi consistenza, ma dotati fortissima attrazione gravitazionale. I giganti gassosi sono più facilmente rilevabili per via delle perturbazioni gravitazionali che generano, ma sono decisamente inospitali per la vita, proprio a causa del fatto che non dispongono di una crosta terrestre dove la vita può svilupparsi. I pianeti gassosi, inoltre, sono dotati di atmosfere densissime con pressioni e temperature altissime.
Tuttavia, giganti come Saturno e Giove possono attrarre un numero considerevole di lune, tipicamente agglomerati di elementi pesanti come rocce e metalli e, se queste lune sono dotate di massa sufficiente, a loro volta possono ospitare una vera e propria atmosfera e liquidi in superficie. In definitiva, possono sviluppare vita aliena. Perché ciò accada, ovviamente, sono necessarie condizioni molto particolari.  Nader Haghighipour, astronomo planetario dell’Università delle Hawaii, sta lavorando proprio all’identificazione di quei pianeti adatti ad ospitare lune a loro volta abitabili, lune dove la probabilità di trovare liquidi non è trascurabile. In un articolo su American Scientist , Haghighipour ci parla di interessanti ipotesi di stelle binarie con pianeti abitabili, un pò come accade su Tatooine, il pianeta del mondo fantastico di Guerre Stellari.
Questa combinazione pianeta gassoso – luna abitabile non è nuova neanche per il nostro sistema solare. Titano, ad esempio, è dotato di un ciclo metano / etano molto simile al ciclo dell’acqua che abbiamo sulla Terra, riporta recentemente Jonathan Lunine, ricercatore dell’Università di Tor Vergata. Il problema, nel nostro sistema solare, è che Saturno è troppo distante dal Sole e troppo freddo per ospitare la vita.
L’astronomo statunitense Darren Williams, attivo in materia da una decina di anni, non ha comunque dubbi: la probabilità di trovare condizioni relative tipo quella Terra-Luna su altri sistemi planetari non è affatto trascurabile. Ciò che è più interessante è che pianeti e lune abitabili si possono trovare in una variegatissima quantità di combinazioni. Possono esistere benissimo pianeti orbitanti intorno a stelle principali il cui anno, pari al periodo di rivoluzione intorno alla stella principale, sia brevissimo, nell’ordine dei nostri giorni. Oppure, pianeti in orbita attorno a stelle doppie o con più lune.
Il pianeta COROT-9b, che orbita attorno a COROT 9, stella della costellazione del Serpente, effettuerà un transito il prossimo 17 giugno e permetterà ai nostri strumenti di rilevare, proprio grazie alle caratteristiche fisiche del transito planetario, eventuali lune. Proiettando su scala cosmica, si intuisce che la presenza di lune o pianeti abitabili è praticamente certa.
Leggendo tutto ciò, viene spontaneo fare il parallelo con le Sacre Scritture, Su Wikipedia è possibile trovare un compendio – estremamente succinto – che compara le ipotesi di creazione secondo le varie religioni. Abbastanza frequente è l’idea di buio primordiale, seguito dalla creazione della luce. E’ interessante notare che in nessuno di questi c’è traccia di “uno o più Soli” o “una o più Lune”, dimostrando come l’ipotesi di vita al di fuori della Terra non fosse neanche contemplata dall’estensore.
In particolare nella Genesi, si pone la creazione del Sole e della Luna in un momento successivo. Non era infatti scontato, all’epoca della prima scrittura dei testi, che fosse il Sole a produrre la luce. La Chiesa Cattolica si sta arrampicando costantemente sugli specchi per tentare di assegnare valenza puramente metaforica alle Sacre Scritture, ogni volta che le scoperte, soprattutto in campo astrofisico, mettono regolarmente in crisi i dogmi di fede. In ogni caso, in un paese progredito come il nostro, le scoperte scientifiche non sembrano smuovere più di tanto le coscienze degli innumerevoli credenti, nonostante le evidenti contraddizioni rilevabili nelle Sacre Scritture e le terribili sorti toccate a Galileo Galilei e Giordano Bruno, proprio per difendere i testi sacri.
La scienza è, comunque, inarrestabile. Nel 2014 è previsto il lancio del Telescopio Spaziale James Webb , con missione primaria l’investigazione del residuo ad infrarossi del big bang che getterà, ne siamo sicuri, ulteriore sconforto in quanti si ostinano ancora a voltare la testa dall’altra parte in nome di una fede cieca e sorda a qualsiasi percorso di ragionamento.
Tempi duri per il Vaticano quindi, che già nel novembre scorso si è trovato a dover ammettere l’esistenza di vita aliena, in una conferenza passata in sordina nei media. Le incongruenze con i testi sacri però restano e, chissà, forse nei prossimi anni vedremo una nuova edizione della Bibbia.

Fonte: http://www.cronachelaiche.it/2010/05/vita-aliena-su-pianeti-e-satelliti-extrasolari-tempi-duri-per-le-sacre-scritture/ – centroufologicotaranto.wordpress.com


In Vaticano si parla di alieni

gennaio 13, 2011

E.T. sbarca in Vaticano. Non è un nuovo film di Spielberg ma esattamente quello che è accaduto all’ombra del Cupolone dove i più grandi esperti di Ufo si sono dati appuntamento per parlare di alieni e capire ‘a che punto è la conoscenza degli Ufo’. Alla Pontificia parrocchia di Sant’Anna, nella città del Vaticano, l’associazione ‘Mercoledì culturali’ ha fatto il punto sugli oggetti volanti non identificati, alla presenza di una platea di over 70 appassionata al tema. “La nostra presenza in Vaticano – ha spiegato l’ingegnere Alfredo Magenta presidente del gruppo Uit Onu, esperto di ufo – è dovuta al fatto che la Santa Sede è aperta a tutte le voci”
Ma allora, ha insistito il pubblico, gli extra terrestri esistono o sono pura immaginazione? “Non siamo soli nell’universo – ha rassicurato Magenta – C’è solo da attendere”. I tempi, stando agli esperti, sono ancora lunghi. Vladimiro Bibolotti, segretario generale del Cifas, ha detto: “A noi conviene cercarli perché da una civiltà superiore ci si possono attendere risposte utili. Il fatto è che non sono ancora maturi i tempi per farlo”. E allora, insiste il pubblico, tutti gli avvistamenti? “Non parliamo di folletti ma se vediamo qualche oggetto non identificato – ha ammonito l’ufologo – non pensiamo di essere matti. Segnaliamoli alle forze dell’ordine rimanendo coi piede per terra”. A questo proposito, chi dovesse avvistare un Ufo, deve mettere in pratica alcune operazioni. Il Centro Ufologico Nazionale rappresentato da Roberto Pinotti ha messo a disposizione il vademecum.
Il decalogo dell’aspirante ufologo prevede alcuni punti fondamentali. ‘Prendete subito nota dell’ora esatta dell’apparizione’. ‘Fissate punti di riferimento (alberi, montagne ecc.) onde poter calcolare poi la distanza, le dimensioni, la velocità e la quota dell’oggetto’. Anche il colore e le eventuali ‘variazioni cromatiche dell’oggetto’ hanno la loro importanza. Annotarle. ‘Stabilite sommariamente l’elevazione in gradi dell’oggetto sull’orizzonte’. Se possibile, ‘seguite la direzione di volo dell’oggetto’. E’ bene avere a portata di mano un binocolo. A quel punto ‘osservate la forma dell’oggetto ed eventuali dettagli strumentali visibili, possibilmente con uno strumento ottico’.
‘Prendete nota delle manovre eseguite dall’oggetto e della loro velocità apparente’. L’oggetto non identificato emette un suono? Per quanto difficile ‘bisogna cercare di annotarlo’. E poi ‘rilevate se l’oggetto lascia una scia o qualche altra traccia del proprio passaggio (vapori o condensazione, filamenti volatili ecc.)’. ‘Osservate il comportamento di eventuali animali presenti nel luogo dell’osservazione’ e ancora ‘se il funzionamento di apparecchi elettrici è disturbato durante l ‘avvistamento’. Se l’osservazione è notturna – annota ancora il decalogo – assicuratevi che l’oggetto si trovi contro le stelle rispetto a voi, e rilevate la posizione di oggetti celesti visibili (Luna, Venere, Giove…)’.
‘Annotare l’ora esatta in cui il fenomeno si è esaurito. Vedere un Ufo è un po’ come assistere ad un incidente. Dunque, come avviene in questi casi, prendete nota del nome e dell’indirizzo di eventuali testimoni. Eseguite eventuali foto dell’Ufo, consegnate la macchina a esperti o ad autorità inquirenti in modo che lo sviluppo avvenga alla presenza di più testimoni qualificati. In attesa di avvistare un E.T., ha ammonito il guru degli ufologi, Roberto Pinotti, bisogna sgombererare il campo da alcuni luoghi comuni, sbagliati. “Gli oggetti non identificati – avverte Pinotti – non volano, non sfruttano i normali principi aerodinamici. Stanno in aria per una questione gravitativa. A volte questi oggetti si sono visti affiorare dalle acque”.
Anche la Chiesa non è rimasta indifferente al fenomeno degli Ufo e, soprattutto attraverso gli astronomi del Papa, ha segnalato la necessità di continuare a studiare questi fenomeni. La politica, da parte sua, non è rimasta a guardare. Anzi, come ha ragguagliato il segretario del Centro Ufologico Nazionale, è stato “Andreotti in persona a chiedere all’Aeronautica di seguire gli ufo. E tuttora lo fanno. Perfino FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, ci ha dedicato spazio. Ciò significa che il fenomeno è importante anche per le forze politiche”. In attesa del prossimo avvistamento, si sappia: ‘gli extra terrestri non sono ostili’. Parola di ufologo.

Adnkronos

Tratto da: ufoonline.it


CORRADO BALDUCCI: ANGELI E ALIENI

gennaio 13, 2011

Si è confrontato con alcuni dei maggiori ricercatori ufologici in tutto il mondo, da Paola Harris a Jaime Maussan, da Zecharia Sitchin a Eufemio del Buono, che ha da poco raggiunto, concludendo la sua vita terrena dopo una lunga malattia.

L’argomento ufo e vita extra-terrestre è sempre stato caro al teologo e demonologo del Vaticano, che solo recentemente ha ottenuto un supporto pubblico dalle istituzioni ecclesiastiche di cui era alto prelato, grazie alle affermazioni di padre José G. Funes, direttore della Specola Vaticana, sulla possibilità dell’esistenza di vita extra-terrestre.

Questa però per Balducci ormai da decenni era considerata molto più che una semplice possibilità: “Deve per forza esserci qualcosa di vero. Le centinaia, le migliaia di testimonianze non lasciano spazio a dubbi, pur considerando le possibili illusioni ottiche, fenomeni atmosferici e altre spiegazioni scientifiche.”

Questo asseriva il teologo durante il suo incontro a Bellaria Igea Marina, con il noto ricercatore Zecharia Sitchin.

“Come teologo cattolico – continuava il monsignore – non posso semplicemente ignorare queste testimonianze.

La testimonianza diretta è un modo di trasmettere la verità e in particolare nel caso della religione cristiana, stiamo parlando di una Rivelazione Divina, in cui la testimonianza gioca un ruolo cardine nella credibilità della nostra fede.”.

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Dal Vaticano sicuri: gli Alieni esistono

gennaio 13, 2011

 

Il Vaticano apre agli Alieni, in modo totale!!

Una resa che lascia a bocca aperta, una resa che va oltre quella dei comuni scettici.
La Chiesa, ha ammesso che ha senso cercare forme di vita fuori la Terra.
Questa è la conclusione alla quale sono giunti gli studiosi, scienziati e filosofi, che hanno partecipato ad una settimana di studi di Astrobiologia promossa dalla Pontificia accademia delle Scienze e dalla Specola vaticana.
Il direttore della Specola vaticana, padre Josè Funes, al termine dell’evento in conferenza stampa ha dichiarato: «Nonostante l’astrobiologia sia un campo nuovo e un argomento in via di sviluppo le domande sulle origini della vita e sulla presenza di vita fuori dalla Terra, nell’universo, sono legittime e meritano seria considerazione».
Il Vaticano, ha dovuto mettere da parte le sue rigide teorie, nonostante le innumerevoli implicazioni di carattere filosofico e teologico, ha affrontato il “fantascientifico” caso con degli scienziati.
Infatti all’icontro hanno partecipato fisici, chimici, astronomi biologi e geologi, i quali, hanno messo a confronto i risultati delle loro ricerche e sono giunti a ritenere «plausibile» l’esistenza di centinaia di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea, che è solo una dei miliardi di galassie dell’universo

In effetti, dovremmo iniziare a pensare, che l’alieno non è per forza quello che noi tutti cinematograficamente conosciamo, non per forza è un omino verde dalle orecchie a punta, oppure un esserino simile al tenero E.T., forme di vita aliene scientificamente potrebbero essere anche le cosidette E.B.E. (entità biologicahe extraterrestri) ovvero: Piante, batteri, funghi, alghe, crostacei, ecc.
Athena Coustenis, del Cnr francese, ad esempio ha ricordato in quest’occasione che su Europa, satellite di Giove, c’è una grossa presenza di acqua sotto una calotta di ghiaccio, il che già potrebbe voler dire l’esistenza di forme di vita non terrestri, data la presenza determinante alla vita di h2o (acqua).
Per entrarne in contatto però, bisognerà attendere il 2020 (21 dicembre 2012 permettendo), anno in cui è prevista una missione.
Anche nel sistema di Saturno, altri due satelliti sono di particolare interesse per gli astrobiologi: Titano ed Enceladus.
Il primo è molto simile al nostro pianeta, è dotato infatti di un’atmosfera densa di idrogeno con il 2% di metano e cicli climatici e meteorologici simili a quelli della Terra.
Enceladus, una luna più piccola, sprizza grandi quantità di acqua e materia organica nello spazio, il che farebbe supporre delle condizioni favorevoli alla vita sul suolo del pianeta.
Riguardo l’apertura del Vaticano, ci sarà tanto da discutere ancora, dato che “teologicamente” parlando, queste eventuali forme di vita dovrebbero rientrare (e chissà come) in un più ampio progetto divino di genesi.
Ma questa apertura deve anche lasciare pensare su un’altra eventuale storica realtà, la Chiesa è forse la più grande “potenza” mondiale ed il fatto che oggi reputi possibile l’esistenza di forme di vita non umane, poco dopo l’apertura degli archivi degli x-files inglesi, che come si mormora verrà seguito dall’apertura di alcuni x-files americani, sono un modo per preparare il mondo ad un imminente incontro con gli extraterrestri.

Fonti: NotiziarioItaliano.it – Ufoonline.it


Ufo e Religione, Storia di un rapporto non incompatibile

gennaio 13, 2011
La ricerca relativa agli Oggetti Volanti Non Identificati o UFOs (ove si intende con questo acronimo astronavi pilotate da esseri alieni intelligenti) si è più volte intersecata con il tema delle religioni.
I due campi di indagine, a nostro modesto parere, sono strettamente interconnessi.
Ma, d’altronde, è cosa ben nota ai ricercatori come il fenomeno degli UFO sia strutturato a mò di scatole cinesi : un aspetto di esso rinvia ad un altro apparentemente autonomo rispetto al primo e via così proseguendo quasi all’infinito.
Pochi studiosi, tra i quali l’ottimo Prof. Malanga, hanno veramente  compreso appieno il suddetto concetto. Non seguire questa strategia di indagine, cercare di studiare i fenomeni, apparentemente non in relazione tra loro, in “compartimenti stagni”, diventa, molto spesso, fonte di frustrazione riuscendo tale metodica solo a fuorviare l’investigatore, rendendolo confuso e rinunciatario rispetto al problema che cerca di affrontare e  quindi, in ultima istanza, risolvere.Ciò premesso, lo studioso serio, attento e scrupoloso non può assolutamente ignorare i continui riferimenti,  presenti nelle religioni di tutte le etnìe umane, ad “angeli”, “demoni” ed esseri luminosi “scesi dal cielo a bordo delle loro splendenti navi”, in alcuni casi per favorire l’evoluzione culturale e  spirituale del genere umano (v. Bibbia, Corano etc.) in altri per portare scompiglio e distruzione (v. antichi poemi indù).
Lo studioso di Bibbia, Barry Downing, ad esempio, crede fermamente che gli insegnamenti biblici furono ispirati da esseri extraterrestri che scesero sulla terra a bordo di dischi volanti.
Egli ne era così convinto che scrisse un libro sulla sua teoria intitolato “la Bibbia e i dischi volanti” pubblicato nel 1968.
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Papa Giovanni XXIII incontrò un alieno

gennaio 13, 2011

Il Racconto dalla Voce del suo Segretario Personale Loris Francesco Capovilla

Clamoroso. Papa Giovanni XXIII incontrò un alieno <br/> Il racconto dalla voce del suo segretario personale

Nel 1961, due anni prima di morire, Angelo Roncalli, il Papa Buono, avrebbe incontrato un alieno. L’incontro sarebbe avvenuto nei giardini di Castel Gandolo. Alla presenza di un testimone speciale: Loris Francesco Capovilla. Il segretario particolare di Papa Giovanni XXIII.
La notizia apparve su un quotidiano inglese e fu poi ripresa dal Sun nel 1985. Ma nessuno ci fece caso. Oggi quell’incontro torna alla ribalta grazie ad un filmato apparso su YouTube. E fa il giro del mondo. Ecco tutta la storia di un “contatto” molto particolare.

di SONIA T. CAROBI

Camminavano. Il lago a pochi passi, il silenzio di uno dei borghi più belli d’Italia. Camminavano. Come avevano fatto mille volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Uno a fianco all’altro. Come due amici. Come persone qualsiasi. Che hanno voglia di starsene un po’ in disparte. Fuori dalla routine quotidiana.

Era luglio. Un pomeriggio di luglio del 1961, quando accadde.
“Li avevamo sopra le nostre teste. Luci. Erano luci colorate. Azzurro. Arancio. Ambra. Qualche minuto, e poi…”. E poi, accadde. L’imponderabile. L’impossibile. Ciò che è difficile anche da raccontare. E allora tutto d’un fiato. Le luci sono astronavi. Le astronavi sono dischi nel cielo turchino d’un pomeriggio qualunque a Castel Gandolo. Si muovono silenziose. Stanno. Per qualche minuto su quelle due figure inconfondibili che camminano fianco a fianco. Come persone qualsiasi.
Poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dalla stormo. Atterra. Si ferma “nel lato sud del giardino”. Il portellone si apre e dalla carlinga viene fuori qualcosa. E’ “assolutamente umano”. Solo che. Solo che… ha una luce intorno. Una luce che lo avvolge.

Caddero in ginocchio. I due. Poi Lui si alzò e andò senza esitare verso l’Uomo.  Verso quell’essere “assolutamente umano” avvolto da una luce tenue, delicata. Penetrante.

Parlarono. “Per circa venti minuti”. Ma non si potevano sentire quelle voci. “Non sentii nulla”. Ma parlavano. Gesticolavano. Per venti minuti. 1200, infiniti, secondi. Poi l’Uomo voltò le spalle e se ne ritornò da dove era arrivato.

Lui mi guardò. E pianse.

Sembra l’incipit di un romanzo di fantascienza da quattro soldi. Eppure una ventina d’anni dopo il Sun lo spara in prima pagina. Attribuendo il racconto niente meno che a Loris Francesco Capovilla. L’arcivesco Loris Francesco Capovilla. Il segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli. Papa Giovanni XXIII. Il Papa Buono.

Ed ora, quell’articolo e quello strano silenzio che seguì alla clamorosa rivelazione, sta facendo il giro del mondo. Grazie al Web. Grazie a YouTube.

Clicca qui per vedere il video: “Papa Giovanni XXIII e gli UFO”

Angelo Roncalli, riconosciuto formalmente “beato” da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre del 2000, incontrò un alieno nella sua residenza di Castel Gandolfo. Alle porte di Roma. Era il luglio del 1961. Testimone di quell’incredibile “contatto” il suo segretario personale. L’uomo che da anni è considerato la memoria vivente di uno dei pontefici più amati della storia.  Loris Francesco Capovilla. Arcivescovo di Chieti, prelato di Loreto. Notoriamente apprezzato per la sua serietà e il suo rigore.

“Per anni Roncalli si tenne dentro il ricordo di quel pomeriggio. E anche io ho rispettato il suo silenzio. Loro parlavano. E non mi chiesero di avvicinarmi. Era giusto così. Ma non potrò mai dimenticare le parole di sua santità quando l’Uomo si allontanò e scomparve con la sua astronave: i figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”. Questo avrebbe detto papa Roncalli all’arcivescovo Capovilla.

Cinquant’anni dopo il racconto di quello strano pomeriggio ritorna in tutto il suo mistero. Lasciando dubbi, perplessità, ma anche un filo di speranza in quanti da anni sono alla caccia di un prova definitiva. Una prova che possa dimostrare l’esistenza di razze aliene.

Noi non commentiamo. Riportiamo i fatti così come li ha raccontati il Sun e come vengono riportati in queste ore su alcuni filmati che girano all’impazzata su YouTube.

Una sola cosa vale la pena ricordare. Dopo la mancata conferenza di Obama su gli Ufo e sulle presenze extraterrestri sul nostro pianeta il Vaticano fu il primo stato ad uscire allo scoperto con una dichiarazione che fece molto scalpore: “nonostante l’astrobiologia sia un campo nuovo e un argomento ancora in fase di sviluppo, le domande riguardanti l’origine della vita e la sua esistenza da qualche altra parte nell’universo sono molto interessanti e meritano seria considerazione. Questi interrogativi hanno molte implicazioni filosofiche e teologiche”. Firmato Josè Fùnes. 46 anni, nato a Cordoba, in Argentina, è da qualche anno il nuovo direttore della Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede.

Che si fa? Ci ridiamo su? Ci facciamo due risate anche su questa strampalata notizia?

Gialli.it


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